Articoli con tag Didattica

Olivastri secolari in sardegna…..

Di Meteofox (Gianni)

Li ho fotografati stamane vicino a Biasì e mi hanno detto che sono tra i più longevi della sardegna e addirittura ,dopo esser stati censiti , si pensa possono essere tra gli esemplari più rappresentativi in tutta l’area mediterranea!!!
Pensate,sono 3 olivastri enormi ed uno di loro ha un diametro di ben 12 metri
Eccoli nel loro splendore…ragazzi mi raccomando,salvaguardiamo e rispettiamo la natura mi raccomando!!!

e

ora una curiosità:
gli olivastri più vecchi dell’isola si trovano a luras in località “Santu Baltolu di Carana”, il più vecchio secondo alcuni studi dovrebbe avere tra i 3.000 e i 4.000 anni , il che ne fa anche uno degli alberi più vecchi d’Europa!!!

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Le nubi

La nube è un insieme di piccole particelle d’acqua o di ghiaccio o di entrambe che si trovano sospese nell’atmosfera.

Le nubi si formano quando una massa d’aria si solleva fino a raggiungere la quota di condensazione ossia il livello nel quale  l’aria passa dallo stato fisico di vapore a quello liquido.

L’aspetto di una nube può variare dipendentemente da diversi fattori quali la dimensione, la struttura, il colore, la densità.

Il metodo più ricorrente per la classificazione delle nubi è legato alla quota attraverso il quale possiamo determinarne di tre tipi:

NUBI BASSE da 0 a 2000 metri strati – stratocumuli – cumuli (*)
NUBI MEDIE da 2000 a 6000 metri altocumuli – altostrati – nembostrati
NUBI ALTE oltre i 6000 metri cirri – cirrocumuli – cirrostrati

(*) I cumulonembi sono classificate tra le nubi basse pur avendo uno sviluppo verticale che si estende in tutti e tre i livelli.

Ed ora vediamo come si presentano visivamente le nostre nubi.

STRATI:

distesa uniforme, simile a nebbia, che giace in prossimità del suolo. Lo strato da origine esclusivamente a pioviggine.

Strati
STRATOCUMULI:

nubi appiattite alla base di colore più o meno scuro che spesso lasciano apparire l’azzurro del cielo. Danno luogo a pioviggine e pioggia.

Stratocumuli
CUMULI:

nubi a sviluppo più o meno verticale. Si osservano generalmente con tempo bello, tuttavia, in presenza d’intensi moti convettivi, assumono un’aspetto imponente a forma di cavolfiore o torre fino a trasformarsi in cumulonembi. Le precipitazioni caratteristiche sono la pioggia o il rovescio.

Cumuli
CUMULONEMBI:

nube imponente a grande sviluppo verticale. Costituita da gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, al suo interno sono presenti intense e correnti verticali con turbolenza e formazione di ghiaccio. E’ caratterizzata dal temporale con rovesci di pioggia o neve o grandine.

Cumulonembi
ALTOCUMULI:

distesa regolare di nubi semitrasparenti separata da interstizi che lasciano intravedere il cielo. Di spessore limitato a volte disposti in bande che gradualmente si distendono. Non danno luogo ad alcun tipo di precipitazione.

Altocumuli
ALTOCUMULI LENTICOLARI:

sono una varietà di queste nubi dalla caratteristica forma a lente e di colore bianco brillante. Sono nubi orografiche e la loro presenza indica forti venti in quota.

Altocumuli Lenticolari
ALTOSTRATI:

nubi compatte di colore omogeneo più o meno trasparenti che spesso coprono totalmente il cielo. Al suolo non si distinguono le ombre degli oggetti. Possono dar luogo a precipitazioni continue e significative di pioggia e neve.

Altostrati
NEMBOSTRATI:

nube spessa ed intensa di colore grigio scuro costituita da gocce di pioggia mescolate a fiocchi di neve. Al suo interno sono presenti turbolenza e formazioni di ghiaccio. Le precipitazioni di pioggia o neve sono intense e continue.

Nembostrati
CIRRI:

nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti.

Cirri
CIRROCUMULI:

nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti.

Cirrocumuli
CIRROSTRATI:

nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti.

Cirrostrati

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Ridimensionare immagini

Se vi serve un programma per ridimensionare al volo delle immagini da inserire sul Blog, Forum o Gallery, allora questo programma (PIXresizer) fà per voi.
Eccovi uno screenshot del programma:
pixresizer_stab

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Configurare Weather Display

Riporto in questo articolo la Guida scritta da Roberto Impala sul nostro Forum.


Questa è la schermata principale di WD:

Schermata principale
Si entra nel Control Panel -> FTP & Connections METAR/NOAA
Essenzialmente si riportano le coordinate di connessione FTP allo spazio web dove ci sta il nostro sito, specificando eventuali cartelle/directory remote:

Internet Setup
Web Files / Web pages Upload / Real Time FTP /WDL
Imposto il sending dei dati ogni 5 minuti

Internet Setup 2
E qui altre impostazioni utili per mettere online grafici e dati

Web Setup
Altre impostazioni, questa dovrebbe mandare l’iconetta delle condizioni meteo in tempo reale sul sito

Web Setup 2
Schermata che attiva i dati che vengono utilizzati per i Dati della Rete o eventuali plug-in aggiuntivi di WD

Web Setup 3
Altre impostazioni che completano il corredo di dati che poi sono messi online nel sito web

Web Setup 3
Infine, ma non per importanza, anzi… la schermata che alimenta le tendenze meteo e aggiornamenti vari:

Web Setup 4

TIPS&TRICKS

- Coloro che avessero problemi con il riconoscimento delle coordinate, si ricordino di settare in Windows (Pannello di Controllo – Opzioni Internazionali e della Lingua), i due punti : invece che il singolo punto . di default come separatore per l’orario della barra di Windows.

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Approfondimento sui Modelli previsionali

APPROFONDIMENTO SUI MODELLI PREVISIONALI
(a cura di Simone Zanardini di MeteoBresciaNetwork.it)
I modelli previsionali sono dei modelli meteorologici matematici, strumenti indispensabili per riuscire a fare delle previsioni meteo.
Per avere un modello che simula l’atmosfera occorrono ovviamente dei dati atmosferici che servono per riprodurre in scala più o meno estesa l’atmosfera. Per riprodurre le evoluzioni atmosferiche abbiamo quindi bisogno di un programma che riesca a riprodurre tutte quelle condizioni che succedono nelle zone prese in esame.
Occorre quindi conoscere il territorio e la sua orografia, occorre conoscere dati sia della terraferma che dei mari e laghi. Attualmente alcune zone della terra sono coperte da parecchie zone di rilevamento mentre ci sono ampie zone della terra in cui vi sono molti km di distanza da un punto di rilevamento.
I dati presi dal posto di rilevamento e quelli presi dai mari vengono ottenuti da centri meteorologici attraverso stazioni a terra in grado di rilevare ogni caratteristica atmosferica al suolo e dati nell’atmosfera vengono ottenuti attraverso il lancio di palloni sonda in grado di darci dati completi atmosferici alle varie quote sopra la stazione di lancio.
Tutto l’insieme dei dati via mare (dati dalle boe di rilevazione) terra e aria vengono gestiti dal GDAS (global data assimilation system) il quale fornisce i dati base numerici che servono ai supercomputer dei centri di calcolo mondiali per l’elaborazione del modello meteo globale.
Ultimamente negli Stati Uniti e nelle zone tropicali oltre ai dati già menzionati sono state introdotte nuove assimilazioni dai satelliti ad alta risoluzione per cercare di migliorare l’attendibilità a breve e medio termine e per cercare di prevenire l’intensità e il tragitto dei fenomeni tropicali.
Il primo modello che nasce è definito modello globale perché simula l’evoluzioni atmosferica su ampia scala (interi continenti) dando delle ottime proiezioni riguardo all’atmosfera in media ed alta quota. Un esempio classico è la proiezione del modello globale americano GFS con la mappa Europea.
I pregi di un modello Globale sono soprattutto riguardanti il tempo di elaborazione infatti il modello globale viene elaborato in pochissime ore, quindi in poco tempo di ha a disposizione una proiezione del tempo delle prossime ore e giorni. Il modello Globale inoltre viene utilizzato per le analisi a medio e lungo termine (3-7 giorni).
I difetti di un modello globale riguardano esclusivamente la perfezione di una previsione. Facendo un semplice esempio,con il modello globale possiamo sapere con discreta attendibilità se fra 72 ore Brescia sarà in regime anticiclonico o ciclonico ma non potremo sapere se esattamente fra 72 ore a Brescia pioverà o No.
I limiti della meteorologia oltre che essere puramente fisici (infatti i modelli globali cercano, attraverso svariati calcoli atmosferici, di simulare evoluzioni atmosferiche a tutte le quote) sono anche tecnologici infatti i calcolatori non sono in grado di essere più precisi per una questione puramente di tempo. Se in un modello globale fosse introdotta un’ottima orografia, per esempio Europea, i tempi di calcolo sarebbero talmente lunghi da non permetterci di avere una proiezione in tempo utile. Quindi col tempo sono migliorati è vero i calcolatori e ciò è andato a vantaggio della previsione sempre + attendibile ma però i tempi sono sempre rimasti quelli utili per avere una previsione a breve termine.
Per un discorso invece puramente locale ossia per avere un’evoluzione + precisa del tempo in una determinata zona ci sono dei modelli al alta risoluzione chiamati LAM i quali partendo dalla proiezione del modello Globale riescono a simulare il tempo di 1-2-3 giorni in una determinata zona. In base alla qualità del modello ossia alla simulazione del territorio la più precisa possibile e alla qualità puramente matematica del modello, attraverso i LAM (Limited Area Model)si può effettuare una previsione più precisa di una determinata zona riuscendo a stabilire il tempo previsto a distanza di poche ore.Sotto un esempio di un modello ad area limitata (Moloch).
normal_mappebolammoloch2007200wc6
GFS (Global Forecast System)
Il modello GFS elaborato dal NCEP è forse il più noto modello meteorologico Americano che nasce qualche anno fa come evoluzione dei vecchi modelli MRF (medium range forecast) e AVN (aviation global model).
Mentre il modello AVN aveva lo scopo di elaborare una proiezione a breve termine, il modello MRF invece elaborava proiezioni a medio e lungo termine. Dal 2002 la creazione di un unico modello globale chiamato appunto GFS.
Esistono in rete varie elaborazioni di questo modello ma per praticità ed efficienza si consigliano le elaborazioni del portale tedesco wetterzentrale che fornisce in tempi molto brevi le emissioni.
La griglia orizzontale di lavoro di questo modello in rete su Wetterzentrale è di 100km circa e nell’elaborazione con zoom a metà Europa la griglia si riduce a 50km inoltre l’orografia del modello è molto limitata soprattutto per quello che riguarda i nostri rilievi.
Innanzitutto il modello americano che ultimamente ha avuto delle migliorie nell’elaborazione dei dati, offre una grossa varietà di mappe e offre 4 emissioni giornaliere (ore 00-06-12-18). Il portale wetterzentrale offre la proiezione a distanza di 5 ore dall’ora delle misurazioni in tempi quindi molto brevi. Questo aspetto lo rendo molto utile sulla tempistica e sulle verifiche del modello in condizioni di nowcasting. GFS offre 4 emissioni giornaliere in cui la 18 e la 00 lavorano esclusivamente con tutti i dati nuovi di misurazione. Il run 06 e 12 invece hanno parte di dati nuovi a parte presi dalle proiezioni precedenti. La logica ci potrebbe portare a pensare che quindi il run 18 e 00 siano migliori degli altri. In realtà l’affidabilità delle varie emissioni varia soprattutto in base alle condizioni climatiche preesistenti.

Io l’ho trovato veramente interessante e ben fatto , è spiegato con parole semplici e chiare.


Articolo scritto da IvanM sul Forum

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Modelli previsionali

Cosa sono i modelli previsionali?
MODELLI PREVISIONALI.
I modelli previsionali sono dei modelli meteorologici matematici, strumenti indispensabili per riuscire a fare delle previsioni meteo.

TIPI DI MODELLI DISPONIBILI.
Ci sono due tipi principali di modelli, quelli globali e quelli locali ad alta risoluzione (LAM).
I modelli globali sono: GFS (centro meteo americano), ECMWF (centro meteo europeo), UKMO (inglese), GME (tedesco), GEM (canadese), JMA (giapponese), NOGAPS (americano), SEMBAC (americano), WMC (russo). Non escludo che ce ne sia qualcun’altro che in questo momento mi sfugge. Questi modelli si differenziano per vari parametri, quali la risoluzione orizzontale, l’orografia, i livelli verticali e, molto importante per l’utente finale che guarda le elaborazioni grafiche, i parametri messi a disposizione pubblicamente.

MODELLI GLOBALI GFS/ECMWF.
GFS mette a disposizione quasi 200 parametri, e sta a chi effettua le elaborazioni decidere cosa elaborare. GFS inoltre viene messo a disposizione a diverse risoluzioni orizzontali, da 0.5 a 2.5°. Le risoluzioni a 0.5 e 1° arrivano fino alle 180 ore di previsione, la risoluzione a 2.5° fino a 384 ore (da tenere conto che alla nostra latitudine 1° equivale a circa 80 km).
ECMWF mette a disposizione solo pochissimi parametri pubblicamente del modello a risoluzione 2.5°, cosi’ come UKMO. A pagamento, o per gli enti pubblici invece sono disponibili tutti i parametri.
Ci sono poi i modelli Ensemble. Piu’ che un modello Ensemble e’ una tecnica. I maggiori centri meteo affiancano quindi alle uscite ufficiali del loro modello, quelle eseguite tramite la tecnica ensemble, che consiste nell’introdurre volutamente delle perturbazioni sui dati in ingresso, modificando alcuni parametri (credo in sintesi solo la temperatura al momento) per testare, al variare di questi parametri, quanto viene modificata la previsione. Questa tecnica tenta di annullare gli errori dei dati in ingresso che ci sono sempre, introducendone volutamente degli altri. In sintesi, nelle previsioni sul medio lungo periodo, dai 7 ai 15 giorni, di solito i risultati previsionali ottenuti dalla “media” dell’Ensemble, sono migliori rispetto a quelli del run ufficiale del modello. Avremo quindi GFS/Ensemble, ECMWF/Ensemble ecc. Anche in questo caso GFS mette a disposizione integralmente la propria elaborazione Ensemble, ECMWF se la tiene nel cassetto rendendo disponibili pubblicamente spizzichi e bocconi.

MODELLI LOCALI LAM.
Lasciando da parte altre divisioni interne ad essi, sono in linea generale modelli a scala limitata, con risoluzione orizzontale ed orografica molto piu’ dettagliata rispetto ad un modello globale, e quindi assai piu’ adatti alle previsioni per le ore o i giorni successivi fino a 3 o 4 giorni. Di norma infatti lo spazio temporale coperto da un LAM non supera le 96 ore e spesso rimane al di sotto di questa soglia (dipende da vari fattori intrinsechi al LAM, ai dati di inizializzazione di disponibili o relativi alla potenza di calcolo disponibile). Vi e’ da dire che i LAM sono inizializzati sul run di analisi di un modello globale, cioe’ prendono i dati di inizio e del contorno da un modello globale e successivamente elaborano la previsione secondo la propria fisica. I dati di init possono anche essere integrati con altri.

LAM ITALIANI.
C’è MM5, LAM prodotto in America, adatto per l’Italia, l’area alpina e della ex-Jugoslavia. Attualmente le previsioni arrivano a coprire un arco di 48 ore. MM5 e’ un LAM molto usato per la previsione dei fenomeni convettivi, molti centri meteo lo utilizzano anche nella previsione degli uragani. C’e’ il BOLAM, che e’ un LAM prodotto in Italia dall’UNI di Bologna ed elaborato dall’UNI di Genova. Per l’area europa compreso il nord Italia c’e’ poi il LAM NMM elaborato dall’UNI di Basilea (ma anche questo come MM5 e’ un LAM di origine americana). Infine da citare il LAM ETA, prodotto in Serbia e di cui esistono diverse elaborazioni sia gratuite che a pagamento.

SPAGHETTI.
Gli spaghetti non sono un modello, sono soltanto un’elaborazione grafica basata su ENSEMBLE o MULTIMODEL.
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Cos’è un modello climatico?

Temperature e piogge, inondazioni e tempeste, siccità e periodi di clima rigido condizionano in modo significativo la nostra esistenza. Sarebbe interessante comprendere il modo in cui la presenza umana incide sul clima, ma per far ciò non possiamo condurre esperimenti in laboratorio poichè il sistema Terra risulta troppo complesso per poter essere riprodotto in un reattore. I governi e i cittadini richiedono ai climatologi di prevedere il clima dei prossimi cinquanta – cento anni.

Un modello climatico è una versione del sistema Terra elaborato al computer che rappresenta le leggi fisiche e le interazioni chimiche nel miglior modo possibile. Tale modello comprende i sotto-sistemi del sistema Terra ottenuti tramite esperimenti in laboratorio e misure sul campo.
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Articolo originale scritto da IvanM

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