Di Meteofox (Gianni)
Pensate,sono 3 olivastri enormi ed uno di loro ha un diametro di ben 12 metri





e



Di Meteofox (Gianni)





e



Tags: Didattica
La nube è un insieme di piccole particelle d’acqua o di ghiaccio o di entrambe che si trovano sospese nell’atmosfera.
Le nubi si formano quando una massa d’aria si solleva fino a raggiungere la quota di condensazione ossia il livello nel quale l’aria passa dallo stato fisico di vapore a quello liquido.
L’aspetto di una nube può variare dipendentemente da diversi fattori quali la dimensione, la struttura, il colore, la densità.
Il metodo più ricorrente per la classificazione delle nubi è legato alla quota attraverso il quale possiamo determinarne di tre tipi:
| NUBI BASSE da 0 a 2000 metri | strati – stratocumuli – cumuli (*) |
| NUBI MEDIE da 2000 a 6000 metri | altocumuli – altostrati – nembostrati |
| NUBI ALTE oltre i 6000 metri | cirri – cirrocumuli – cirrostrati |
(*) I cumulonembi sono classificate tra le nubi basse pur avendo uno sviluppo verticale che si estende in tutti e tre i livelli.
Ed ora vediamo come si presentano visivamente le nostre nubi.
| STRATI:
distesa uniforme, simile a nebbia, che giace in prossimità del suolo. Lo strato da origine esclusivamente a pioviggine. |
![]() |
| STRATOCUMULI:
nubi appiattite alla base di colore più o meno scuro che spesso lasciano apparire l’azzurro del cielo. Danno luogo a pioviggine e pioggia. |
![]() |
| CUMULI:
nubi a sviluppo più o meno verticale. Si osservano generalmente con tempo bello, tuttavia, in presenza d’intensi moti convettivi, assumono un’aspetto imponente a forma di cavolfiore o torre fino a trasformarsi in cumulonembi. Le precipitazioni caratteristiche sono la pioggia o il rovescio. |
![]() |
| CUMULONEMBI:
nube imponente a grande sviluppo verticale. Costituita da gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, al suo interno sono presenti intense e correnti verticali con turbolenza e formazione di ghiaccio. E’ caratterizzata dal temporale con rovesci di pioggia o neve o grandine. |
![]() |
| ALTOCUMULI:
distesa regolare di nubi semitrasparenti separata da interstizi che lasciano intravedere il cielo. Di spessore limitato a volte disposti in bande che gradualmente si distendono. Non danno luogo ad alcun tipo di precipitazione. |
![]() |
| ALTOCUMULI LENTICOLARI:
sono una varietà di queste nubi dalla caratteristica forma a lente e di colore bianco brillante. Sono nubi orografiche e la loro presenza indica forti venti in quota. |
![]() |
| ALTOSTRATI:
nubi compatte di colore omogeneo più o meno trasparenti che spesso coprono totalmente il cielo. Al suolo non si distinguono le ombre degli oggetti. Possono dar luogo a precipitazioni continue e significative di pioggia e neve. |
![]() |
| NEMBOSTRATI:
nube spessa ed intensa di colore grigio scuro costituita da gocce di pioggia mescolate a fiocchi di neve. Al suo interno sono presenti turbolenza e formazioni di ghiaccio. Le precipitazioni di pioggia o neve sono intense e continue. |
![]() |
| CIRRI:
nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti. |
![]() |
| CIRROCUMULI:
nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti. |
![]() |
| CIRROSTRATI:
nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti. |
![]() |
Tags: Didattica
Da alcuni mesi Weather Display ha aggiunto l’opzione di inviare i propri dati meteorologici sul sistema di micro-blogging denominato Twitter.
Twitter è un sistema che permette di inviare dei brevi messaggi di testo da un massimo di 140 caratteri, ma concede anche l’invio di immagini e video attraverso altri siti di supporto.
Ho voluto seguire la novità e da alcuni mesi stò sperimentando l’invio dei dati relativi ad ElmasMeteo.
Mi sembra un ottimo metodo per vedere i dati delle nostre stazioni in mobilità con telefoni cellulari, netbook, palmari, tablet pc e via discorrendo.
Chiunque sia interessato a sperimentare questo nuovo metodo, può contattarmi.
In ogni caso se desiderate fare da soli la registrazione e l’invio dei dati, vi consiglio di “BLOCCARE o PROTEGGERE” i vostri tweet ( cinguettii ) dai FOLLOWERS ( coloro che vi seguono ) casuali e quindi dovrete abilitare Voi coloro che vi potranno seguire ( FOLLOW ) spuntando l’unica casella presente nella pagina dedicata al profilo e settaggi vari.
Eccone un esempio pratico.
Coloro che saranno abilitati potranno invece ricevere il testo che segue:
Personal Weather Station in Elmas (CA), Italy Time=11:40,Temperature=16.4°C,Humidity=71,Wind=0.0 km/h from NW.
1 minute ago.
Mi piacerebbe tantissimo poter vedere i vostri dati in real-time anche su twitter e poter seguire (follow) i vostri commenti.
Potete anche commentare questo articolo per esprimere il vostro parere o per richiedere assistenza.
Tags: SardegnaMeteoNews
Se vi serve un programma per ridimensionare al volo delle immagini da inserire sul Blog, Forum o Gallery, allora questo programma (PIXresizer) fà per voi.
Eccovi uno screenshot del programma:

Tags: Didattica
Riporto in questo articolo la Guida scritta da Roberto Impala sul nostro Forum.

Si entra nel Control Panel -> FTP & Connections METAR/NOAA
Essenzialmente si riportano le coordinate di connessione FTP allo spazio web dove ci sta il nostro sito, specificando eventuali cartelle/directory remote:

Web Files / Web pages Upload / Real Time FTP /WDL
Imposto il sending dei dati ogni 5 minuti

E qui altre impostazioni utili per mettere online grafici e dati

Altre impostazioni, questa dovrebbe mandare l’iconetta delle condizioni meteo in tempo reale sul sito

Schermata che attiva i dati che vengono utilizzati per i Dati della Rete o eventuali plug-in aggiuntivi di WD

Altre impostazioni che completano il corredo di dati che poi sono messi online nel sito web

Infine, ma non per importanza, anzi… la schermata che alimenta le tendenze meteo e aggiornamenti vari:

TIPS&TRICKS
- Coloro che avessero problemi con il riconoscimento delle coordinate, si ricordino di settare in Windows (Pannello di Controllo – Opzioni Internazionali e della Lingua), i due punti : invece che il singolo punto . di default come separatore per l’orario della barra di Windows.
Tags: Didattica
APPROFONDIMENTO SUI MODELLI PREVISIONALI
(a cura di Simone Zanardini di MeteoBresciaNetwork.it)
I modelli previsionali sono dei modelli meteorologici matematici, strumenti indispensabili per riuscire a fare delle previsioni meteo.
Per avere un modello che simula l’atmosfera occorrono ovviamente dei dati atmosferici che servono per riprodurre in scala più o meno estesa l’atmosfera. Per riprodurre le evoluzioni atmosferiche abbiamo quindi bisogno di un programma che riesca a riprodurre tutte quelle condizioni che succedono nelle zone prese in esame.
Occorre quindi conoscere il territorio e la sua orografia, occorre conoscere dati sia della terraferma che dei mari e laghi. Attualmente alcune zone della terra sono coperte da parecchie zone di rilevamento mentre ci sono ampie zone della terra in cui vi sono molti km di distanza da un punto di rilevamento.
I dati presi dal posto di rilevamento e quelli presi dai mari vengono ottenuti da centri meteorologici attraverso stazioni a terra in grado di rilevare ogni caratteristica atmosferica al suolo e dati nell’atmosfera vengono ottenuti attraverso il lancio di palloni sonda in grado di darci dati completi atmosferici alle varie quote sopra la stazione di lancio.
Tutto l’insieme dei dati via mare (dati dalle boe di rilevazione) terra e aria vengono gestiti dal GDAS (global data assimilation system) il quale fornisce i dati base numerici che servono ai supercomputer dei centri di calcolo mondiali per l’elaborazione del modello meteo globale.
Ultimamente negli Stati Uniti e nelle zone tropicali oltre ai dati già menzionati sono state introdotte nuove assimilazioni dai satelliti ad alta risoluzione per cercare di migliorare l’attendibilità a breve e medio termine e per cercare di prevenire l’intensità e il tragitto dei fenomeni tropicali.
Il primo modello che nasce è definito modello globale perché simula l’evoluzioni atmosferica su ampia scala (interi continenti) dando delle ottime proiezioni riguardo all’atmosfera in media ed alta quota. Un esempio classico è la proiezione del modello globale americano GFS con la mappa Europea.
I pregi di un modello Globale sono soprattutto riguardanti il tempo di elaborazione infatti il modello globale viene elaborato in pochissime ore, quindi in poco tempo di ha a disposizione una proiezione del tempo delle prossime ore e giorni. Il modello Globale inoltre viene utilizzato per le analisi a medio e lungo termine (3-7 giorni).
I difetti di un modello globale riguardano esclusivamente la perfezione di una previsione. Facendo un semplice esempio,con il modello globale possiamo sapere con discreta attendibilità se fra 72 ore Brescia sarà in regime anticiclonico o ciclonico ma non potremo sapere se esattamente fra 72 ore a Brescia pioverà o No.
I limiti della meteorologia oltre che essere puramente fisici (infatti i modelli globali cercano, attraverso svariati calcoli atmosferici, di simulare evoluzioni atmosferiche a tutte le quote) sono anche tecnologici infatti i calcolatori non sono in grado di essere più precisi per una questione puramente di tempo. Se in un modello globale fosse introdotta un’ottima orografia, per esempio Europea, i tempi di calcolo sarebbero talmente lunghi da non permetterci di avere una proiezione in tempo utile. Quindi col tempo sono migliorati è vero i calcolatori e ciò è andato a vantaggio della previsione sempre + attendibile ma però i tempi sono sempre rimasti quelli utili per avere una previsione a breve termine.
Per un discorso invece puramente locale ossia per avere un’evoluzione + precisa del tempo in una determinata zona ci sono dei modelli al alta risoluzione chiamati LAM i quali partendo dalla proiezione del modello Globale riescono a simulare il tempo di 1-2-3 giorni in una determinata zona. In base alla qualità del modello ossia alla simulazione del territorio la più precisa possibile e alla qualità puramente matematica del modello, attraverso i LAM (Limited Area Model)si può effettuare una previsione più precisa di una determinata zona riuscendo a stabilire il tempo previsto a distanza di poche ore.Sotto un esempio di un modello ad area limitata (Moloch).

GFS (Global Forecast System)
Il modello GFS elaborato dal NCEP è forse il più noto modello meteorologico Americano che nasce qualche anno fa come evoluzione dei vecchi modelli MRF (medium range forecast) e AVN (aviation global model).
Mentre il modello AVN aveva lo scopo di elaborare una proiezione a breve termine, il modello MRF invece elaborava proiezioni a medio e lungo termine. Dal 2002 la creazione di un unico modello globale chiamato appunto GFS.
Esistono in rete varie elaborazioni di questo modello ma per praticità ed efficienza si consigliano le elaborazioni del portale tedesco wetterzentrale che fornisce in tempi molto brevi le emissioni.
La griglia orizzontale di lavoro di questo modello in rete su Wetterzentrale è di 100km circa e nell’elaborazione con zoom a metà Europa la griglia si riduce a 50km inoltre l’orografia del modello è molto limitata soprattutto per quello che riguarda i nostri rilievi.
Innanzitutto il modello americano che ultimamente ha avuto delle migliorie nell’elaborazione dei dati, offre una grossa varietà di mappe e offre 4 emissioni giornaliere (ore 00-06-12-18). Il portale wetterzentrale offre la proiezione a distanza di 5 ore dall’ora delle misurazioni in tempi quindi molto brevi. Questo aspetto lo rendo molto utile sulla tempistica e sulle verifiche del modello in condizioni di nowcasting. GFS offre 4 emissioni giornaliere in cui la 18 e la 00 lavorano esclusivamente con tutti i dati nuovi di misurazione. Il run 06 e 12 invece hanno parte di dati nuovi a parte presi dalle proiezioni precedenti. La logica ci potrebbe portare a pensare che quindi il run 18 e 00 siano migliori degli altri. In realtà l’affidabilità delle varie emissioni varia soprattutto in base alle condizioni climatiche preesistenti.
Io l’ho trovato veramente interessante e ben fatto , è spiegato con parole semplici e chiare.
Tags: Didattica, Previsioni
Cosa sono i modelli previsionali?
MODELLI PREVISIONALI.
I modelli previsionali sono dei modelli meteorologici matematici, strumenti indispensabili per riuscire a fare delle previsioni meteo.
TIPI DI MODELLI DISPONIBILI.
Ci sono due tipi principali di modelli, quelli globali e quelli locali ad alta risoluzione (LAM).
I modelli globali sono: GFS (centro meteo americano), ECMWF (centro meteo europeo), UKMO (inglese), GME (tedesco), GEM (canadese), JMA (giapponese), NOGAPS (americano), SEMBAC (americano), WMC (russo). Non escludo che ce ne sia qualcun’altro che in questo momento mi sfugge. Questi modelli si differenziano per vari parametri, quali la risoluzione orizzontale, l’orografia, i livelli verticali e, molto importante per l’utente finale che guarda le elaborazioni grafiche, i parametri messi a disposizione pubblicamente.
MODELLI GLOBALI GFS/ECMWF.
GFS mette a disposizione quasi 200 parametri, e sta a chi effettua le elaborazioni decidere cosa elaborare. GFS inoltre viene messo a disposizione a diverse risoluzioni orizzontali, da 0.5 a 2.5°. Le risoluzioni a 0.5 e 1° arrivano fino alle 180 ore di previsione, la risoluzione a 2.5° fino a 384 ore (da tenere conto che alla nostra latitudine 1° equivale a circa 80 km).
ECMWF mette a disposizione solo pochissimi parametri pubblicamente del modello a risoluzione 2.5°, cosi’ come UKMO. A pagamento, o per gli enti pubblici invece sono disponibili tutti i parametri.
Ci sono poi i modelli Ensemble. Piu’ che un modello Ensemble e’ una tecnica. I maggiori centri meteo affiancano quindi alle uscite ufficiali del loro modello, quelle eseguite tramite la tecnica ensemble, che consiste nell’introdurre volutamente delle perturbazioni sui dati in ingresso, modificando alcuni parametri (credo in sintesi solo la temperatura al momento) per testare, al variare di questi parametri, quanto viene modificata la previsione. Questa tecnica tenta di annullare gli errori dei dati in ingresso che ci sono sempre, introducendone volutamente degli altri. In sintesi, nelle previsioni sul medio lungo periodo, dai 7 ai 15 giorni, di solito i risultati previsionali ottenuti dalla “media” dell’Ensemble, sono migliori rispetto a quelli del run ufficiale del modello. Avremo quindi GFS/Ensemble, ECMWF/Ensemble ecc. Anche in questo caso GFS mette a disposizione integralmente la propria elaborazione Ensemble, ECMWF se la tiene nel cassetto rendendo disponibili pubblicamente spizzichi e bocconi.
MODELLI LOCALI LAM.
Lasciando da parte altre divisioni interne ad essi, sono in linea generale modelli a scala limitata, con risoluzione orizzontale ed orografica molto piu’ dettagliata rispetto ad un modello globale, e quindi assai piu’ adatti alle previsioni per le ore o i giorni successivi fino a 3 o 4 giorni. Di norma infatti lo spazio temporale coperto da un LAM non supera le 96 ore e spesso rimane al di sotto di questa soglia (dipende da vari fattori intrinsechi al LAM, ai dati di inizializzazione di disponibili o relativi alla potenza di calcolo disponibile). Vi e’ da dire che i LAM sono inizializzati sul run di analisi di un modello globale, cioe’ prendono i dati di inizio e del contorno da un modello globale e successivamente elaborano la previsione secondo la propria fisica. I dati di init possono anche essere integrati con altri.
LAM ITALIANI.
C’è MM5, LAM prodotto in America, adatto per l’Italia, l’area alpina e della ex-Jugoslavia. Attualmente le previsioni arrivano a coprire un arco di 48 ore. MM5 e’ un LAM molto usato per la previsione dei fenomeni convettivi, molti centri meteo lo utilizzano anche nella previsione degli uragani. C’e’ il BOLAM, che e’ un LAM prodotto in Italia dall’UNI di Bologna ed elaborato dall’UNI di Genova. Per l’area europa compreso il nord Italia c’e’ poi il LAM NMM elaborato dall’UNI di Basilea (ma anche questo come MM5 e’ un LAM di origine americana). Infine da citare il LAM ETA, prodotto in Serbia e di cui esistono diverse elaborazioni sia gratuite che a pagamento.
SPAGHETTI.
Gli spaghetti non sono un modello, sono soltanto un’elaborazione grafica basata su ENSEMBLE o MULTIMODEL.

Tags: Didattica, Previsioni
Temperature e piogge, inondazioni e tempeste, siccità e periodi di clima rigido condizionano in modo significativo la nostra esistenza. Sarebbe interessante comprendere il modo in cui la presenza umana incide sul clima, ma per far ciò non possiamo condurre esperimenti in laboratorio poichè il sistema Terra risulta troppo complesso per poter essere riprodotto in un reattore. I governi e i cittadini richiedono ai climatologi di prevedere il clima dei prossimi cinquanta – cento anni.
Un modello climatico è una versione del sistema Terra elaborato al computer che rappresenta le leggi fisiche e le interazioni chimiche nel miglior modo possibile. Tale modello comprende i sotto-sistemi del sistema Terra ottenuti tramite esperimenti in laboratorio e misure sul campo.

Tags: Didattica
ago 6
Pubblicato da robur.q in Didattica, Generico, Meteorologia | Disattiva commenti
Castello di Eilean Donan
Ai tempi della buonanima (si fa per dire), Benito Mussolini, era un’espressione usata per indicare la politica estera spregiudicata della Gran Bretagna. In origine Albione indicava in effetti tutta l’isola, ma dal medio-evo in poi, dopo la conquista anglo-sassone, passò a quella parte dell’isola che rimase celtica: la Scozia. Tutt’oggi, nell’originaria, sempre meno parlata e complicatissima lingua gaelica, la Scozia si chiama Alba. Niente paura: per tutti gli altri, che parlano (più o meno) l’inglese è Scotland, terra degli Scoti. Ora di perfido ha solo il clima: piove sempre o quasi, come vedremo dopo in particolare. Perfido è anche il cibo: il piatto nazionale è lo Haggis, polpettone trito di interiora di pecora, che per fortuna non è rientrato nella mia esperienza.

La Scozia è uno dei paesi che ha dato storicamente origine alla monarchia di Sua Maestà Britannica. Prima ci fu l’unione personale dei due Regni di Inghilterra e Scozia sotto un unico monarca per ragioni ereditarie, poi nel 1707 furono uniti i Parlamenti e nacque il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (UK).
|
![]() |
![]() |
Bandiera e stemma della Scozia – concertino di cornamusa
Attualmente, dopo la cosidetta “devolution” decisa dal governo di Tony Blear, la Scozia ha nuovamente un suo parlamento e un suo governo; è diventata una “regione autonoma” come la Sardegna. Le somiglianze con la nostra isola non finiscono qui.
La capitale storica è Edinburgo ma la città più grande è Glasgow. La Scozia è un paese esteso circa tre volte la Sardegna e ha circa 5 milioni di abitanti. L’Inghilterra da sola ne ha 50 milioni, e ciò spiega anche le tendenze separatistiche presenti nel paese: il partito Nazionalista Scozzese è il primo partito.

Il castello di Edimburgo
La densità di popolazione è scarsa, come in Sardegna, con amplissime distese di monti e altipiani deserti, con pochi alberi, e …… milioni di pecore! Il monte più alto, che è il più alto della Gran Bretagna, raggiunge solo 1345 m slm. La differenza è la presenza ovunque di acqua, laghi, fiumi, cascate. Vediamo perchè.

Il castello di Urquhart sulle rive del Loch Ness
Il clima della Scozia è ovviamente influenzato dalla latitudine, essendo la regione tra il 55 e il 59 parallelo nord. La corrente del Golfo però, come è noto, mitiga assai i rigori invernali, specie sulle coste e isole occidentali, mentre le coste orientali sono più esposte alle correnti artiche e russo-siberiane. Nonostante ciò, la media di gennaio di Edimburgo è di 3,5°, nettamente superiore a quella di Milano (2,0°). Sulle coste occidentali addirittura si superano i 5.0° di media nel più freddo mese dell’anno. Le cose ovviamente cambiano sugli altipiani interni, dove la copertura nevosa può durare parecchi mesi e la temperatura media si abbassa considerevolmente.
Per ciò che riguarda le precipitazioni, sono presenti regolarmente in tutte le stagioni: anche in piena estate dappertutto si superano i 50 mm mensili, che uniti alle temperature medie, che non superano mai, come medie massime, i 20° (e i 15° di media mensile), permettono uno sviluppo rigoglioso della vegetazione erbacea. Le coste occidentali e gli altipiani sono assai più piovosi delle coste orientali: se le precipitazioni medie di Edimburgo sono di circa 670 mm, le coste occidentali suprano regolarmente i 1000 mm, e gli altipiani raggiungono e superano la considerevolissima cifra media di 4000 mm annui. I giorni piovosi >1 mm vanno dai circa 120 sulle coste orientali, agli oltre 250 sui versanti occidentali! Tanto per fare un paragone i giorni piovosi sono a Cagliari 60 e a Desulo circa 100! La causa è data dalle quasi costanti correnti occidentali, che portano temperature miti ma anche costanti nuvolosità e precipitazioni. E vento: la Scozia è spesso colpita da tempeste oceaniche assai violente.
Nonostanti queste poco confortanti notizie climatiche, la Scozia rimane un paese interessante da visitare:

Il castello di Glamis e il mostro di Loch Ness
Saranno i miti creati dalla letteratura e dal cinema (basti ricordare i film hollywoodiani Braveheart e Highlander), i fantasmi dei castelli, il kilt, il gonnellino ancora usato dai più orgogliosi patrioti, la cornamusa, il mostro di Loch Ness ecc., tuttavia è un paese che ha una natura ancora in parte selvaggia, nell’ovest e nel nord, con panorami oggettivamente struggenti, spessore storico-artistico considerevole, nelle città, nei numerosi castelli ancora abitati dai vari clan Mac…., città vivaci (famoso il Festiva di edimburgo, che nel mese di agosto attira frotte di giovani da tutto il mondo). I mesi preferibile per vistarla sono i mesi estivi, che godono di giornate lunghissime data la latitudine, e il clima è meno inclemente e può regalare….. qualche ora di sole.Ma mi raccomando, lasciate predere l’Haggis!

Le rovine della cattedrale gotica di St.Andrews e costa dell’isola di Skye
E per finire, un piccolo omaggio al nostro Highlander di Nule: mucchina scozzese!

Edinburgh 1971-2000 averages
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Kinlochewe (costa occidentale) medie 1971-2000
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Stai visionando gli archivi della categoria Didattica.
Arclite theme by digitalnature | powered by WordPress