Archivio per ottobre 2009

Le nubi

La nube è un insieme di piccole particelle d’acqua o di ghiaccio o di entrambe che si trovano sospese nell’atmosfera.

Le nubi si formano quando una massa d’aria si solleva fino a raggiungere la quota di condensazione ossia il livello nel quale  l’aria passa dallo stato fisico di vapore a quello liquido.

L’aspetto di una nube può variare dipendentemente da diversi fattori quali la dimensione, la struttura, il colore, la densità.

Il metodo più ricorrente per la classificazione delle nubi è legato alla quota attraverso il quale possiamo determinarne di tre tipi:

NUBI BASSE da 0 a 2000 metri strati – stratocumuli – cumuli (*)
NUBI MEDIE da 2000 a 6000 metri altocumuli – altostrati – nembostrati
NUBI ALTE oltre i 6000 metri cirri – cirrocumuli – cirrostrati

(*) I cumulonembi sono classificate tra le nubi basse pur avendo uno sviluppo verticale che si estende in tutti e tre i livelli.

Ed ora vediamo come si presentano visivamente le nostre nubi.

STRATI:

distesa uniforme, simile a nebbia, che giace in prossimità del suolo. Lo strato da origine esclusivamente a pioviggine.

Strati
STRATOCUMULI:

nubi appiattite alla base di colore più o meno scuro che spesso lasciano apparire l’azzurro del cielo. Danno luogo a pioviggine e pioggia.

Stratocumuli
CUMULI:

nubi a sviluppo più o meno verticale. Si osservano generalmente con tempo bello, tuttavia, in presenza d’intensi moti convettivi, assumono un’aspetto imponente a forma di cavolfiore o torre fino a trasformarsi in cumulonembi. Le precipitazioni caratteristiche sono la pioggia o il rovescio.

Cumuli
CUMULONEMBI:

nube imponente a grande sviluppo verticale. Costituita da gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, al suo interno sono presenti intense e correnti verticali con turbolenza e formazione di ghiaccio. E’ caratterizzata dal temporale con rovesci di pioggia o neve o grandine.

Cumulonembi
ALTOCUMULI:

distesa regolare di nubi semitrasparenti separata da interstizi che lasciano intravedere il cielo. Di spessore limitato a volte disposti in bande che gradualmente si distendono. Non danno luogo ad alcun tipo di precipitazione.

Altocumuli
ALTOCUMULI LENTICOLARI:

sono una varietà di queste nubi dalla caratteristica forma a lente e di colore bianco brillante. Sono nubi orografiche e la loro presenza indica forti venti in quota.

Altocumuli Lenticolari
ALTOSTRATI:

nubi compatte di colore omogeneo più o meno trasparenti che spesso coprono totalmente il cielo. Al suolo non si distinguono le ombre degli oggetti. Possono dar luogo a precipitazioni continue e significative di pioggia e neve.

Altostrati
NEMBOSTRATI:

nube spessa ed intensa di colore grigio scuro costituita da gocce di pioggia mescolate a fiocchi di neve. Al suo interno sono presenti turbolenza e formazioni di ghiaccio. Le precipitazioni di pioggia o neve sono intense e continue.

Nembostrati
CIRRI:

nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti.

Cirri
CIRROCUMULI:

nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti.

Cirrocumuli
CIRROSTRATI:

nubi alte che si trovano ad un’altezza superiore ai 6000 metri, di aspetto filamentoso e trasparenti.

Cirrostrati

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Comprare dagli USA

Se avete intenzione di acquistare qualcosa dagli U.S.A., oggi è la giornata ideale. Infatti la nostra moneta vale 1,50 Dollari.

Un’occasione veramente favorevole per acquistare una Stazione Meteo o accessori sui vari siti Internet americani.

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ElmasMeteo su Twitter

Da alcuni mesi Weather Display ha aggiunto l’opzione di inviare i propri dati meteorologici sul sistema di micro-blogging denominato Twitter.
Twitter è un sistema che permette di inviare dei brevi messaggi di testo da un massimo di 140 caratteri, ma concede anche l’invio di immagini e video attraverso altri siti di supporto.
Ho voluto seguire la novità e da alcuni mesi stò sperimentando l’invio dei dati relativi ad ElmasMeteo.
Mi sembra un ottimo metodo per vedere i dati delle nostre stazioni in mobilità con telefoni cellulari, netbook, palmari, tablet pc e via discorrendo.
Chiunque sia interessato a sperimentare questo nuovo metodo, può contattarmi.
In ogni caso se desiderate fare da soli la registrazione e l’invio dei dati, vi consiglio di “BLOCCARE o PROTEGGERE” i vostri tweet ( cinguettii ) dai FOLLOWERS ( coloro che vi seguono ) casuali e quindi dovrete abilitare Voi coloro che vi potranno seguire ( FOLLOW ) spuntando l’unica casella presente nella pagina dedicata al profilo e settaggi vari.
Eccone un esempio pratico.

Coloro che saranno abilitati potranno invece ricevere il testo che segue:

Personal Weather Station in Elmas (CA), Italy Time=11:40,Temperature=16.4°C,Humidity=71,Wind=0.0 km/h from NW.
1 minute ago.

Mi piacerebbe tantissimo poter vedere i vostri dati in real-time anche su twitter e poter seguire (follow) i vostri commenti.
Potete anche commentare questo articolo per esprimere il vostro parere o per richiedere assistenza.

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CANAAN

La grotta della natività a Betlemme

Terra di Canaan, Palestina, Israele, Terra Santa, tutte denominazioni storiche di un piccolo fazzoletto di terra, grande non più della Sardegna, ma al centro di vicende e di dispute tra popoli dalla notte dei tempi. Del perchè i popoli moderni si contendano questa terra è comprensibile, sono i valori simbolici che la contraddistinguono: fu la “terra promessa” da Dio agli israeliti, la terra di Abramo, di Davide, di Salomone; gli ebrei anche dalla dispora durata millenni riconoscono in Cannan la loro patria; anche i cristiani hanno ovviamente una particolare sensibilità per i luoghi dove è nato (Betlemme), è vissuto (Nazareth), ha predicato ed ha subito la passione (Gerusalemme) il loro Messia. Per i mussulmani è la terra di Abramo, di cui si proclamano anche loro discendenti, nonchè il luogo da dove il profeta Maometto è stato assunto in cielo. Secondo la tradizione islamica, gli arabi sarebbero discendenti di Abramo per via del figlio, Ismaele, avuto dalla schiava Agar, mentre gli israeliti discenderebbero dalla moglie legittima Sara che ebbe Isacco quando i due sposini erano ultranovantenni!  Tralasciando il gossip biblico, in Palestina, ed in particolare a Gerusalemme vi sono fra gli edifici più sacri per le tre religioni monoteistiche: un tratto di muro del tempio di Salomone, sacro agli ebrei (il cosiddetto muro del pianto), la Cupola della Roccia, che sorge giusto sulla terrazza sostenuta dal muro del pianto, che contiene la roccia dove Abramo stava per sacrificare Isacco e da dove Maometto ascese al cielo; il Santo Sepolcro di Gesù Cristo.

Gerusalemme d’inverno: sulla destra il muro del pianto e la cupola della roccia

Ma cerchiamo ora di comprendere perchè Cannan divenne una terra contesa dai popoli dell’antichità, avvicinandoci così alla materia del nostro sito. Che ambiente c’è in Palestina?

Ebbene la Palestina è sostanzialmente costituita da un altipiano calcareo che non raggiunge i 1000 m di altitudine, con qualche piccola pianura ai lati; qualche montagna più alta si trova a nord, in Galilea, dove iniziano le prime balze del Monte Libano. Niente di che sembrerebbe. Eppure la Bibbia la descrive così: “…paese bello e spazioso, …dove scorre latte e miele” (Esodo3,8).

Per capire queste parole bisogna “relativizzare” l’ambiente geografico dove vivevano questi uomini: il medio oriente è un immenso deserto, a volte roccioso, a volte sabbioso, nel quale alcuni fiumi, il Nilo in Egitto e il Tigri e l’Eufrate in Mesopotamia, creano delle oasi verdi culle delle prime civiltà agricole, ma circondate da un ambiente decisamente ostile. Le terre lungo il mar Mediterraneo sono diverse: una catena costiera di alture (oltre 3000 metri nel Libano) e l’altipiano di Canaan raccolgono l’umidità trasportata dalle correnti occidentali e le precipitazioni non sono rare, talvolta perfino abbondanti, anche se concentrate perlopiù nel trimestre invernale. Il paesaggio è verdeggiante, almeno in confronto coi deserti circostanti, con la vegetazione di alberi e arbusti sempreverdi, insomma, il tipico ambiente mediterraneo, che noi conosciamo bene. Inoltre la roccia calcarea, molto fessurata e solubile, fa si che nell’ambiente sotterraneo si crei una riserva d’acqua naturale anche per l’estate: numerose sono infatti le sorgenti tra cui famosa quella di Gerico. Gerico si trova a pochi chilometri da Gerusalemme, ma in un ambiente completamente diverso: a Gerusalemme, a circa 800 metri slm,  le precipitazioni medie sono di circa 600 mm annui, le temperature fresche, sopportabili anche d’estate e le nevicate non sono rare; Gerico invece si trova nel versante sottovento, ad alcune centinaia di metri sotto il livello del mare, vicino al Mar Morto, le precipitazioni sono molto scarse, le temperature estive elevatissime, ma una ricca sorgente calacarea fa si che il luogo sia frequentato fin dalla remota antichità e Gerico sia una delle più antiche città “agricole” del mondo.

Ecco perchè la Palestina è terra dove scorre il latte e il miele: quell’ambiente era ottimale per i popoli di pastori e agricoltori come erano gli Israeliti, vi si potevano allevare pecore e capre, vi si coltivava l’olivo, e, in alcuni cantoni più fertili, anche il grano e altri legumi e cerali; infine nelle oasi sorgentizie si potevano realizzare colture orticole; una vera terra promessa!!

La basilica del santo Sepolcro a Gerusalemme

Vediamo nei particolari, con mappe e tavole, le caratteristiche ambientali di questa terra:

Precipitazioni in Palestina: 1 inch (pollice) è pari a  25.4 mm

Come si può notare già da questa carta, le precipitazioni superano i 600 mm annui sui versanti occidentali per poi precipitare sotto i 200 nel versante orientale verso il mar Morto (che un lago salato la cui superficie si trova ben 413 metri sotto il livello del mare) e addirittura sotto i 100 nella piccola striscia di terra che si affaccia sul mar Rosso (Eilat).

Dalle statistiche successive (estratte dal sito meteorologico nazionale dell stato di Israele  http://www.ims.gov.il/IMSENG/ALL_TAHAZIT/HOMEPAGE.HTM ) si possono notare le grandi differenze climatiche in questo ristrettissimo palmo di terra: Har Kenaan si trova nel nord, sulle alture della Galilea, non lontano da Nazareth, le medie minime di gennaio sono di circa 7°, ma con minime assolute di – 6,5°, e precipitazioni medie annuali di 682 mm e siccità estiva assoluta; anche Gerusalemme ha minime assolute di circa – 3,5°, mentre sulla costa mediterranea (Tel Aviv) il gelo è sconosciuto; in prossimità del Mar Morto (Sedom) e ad Eilat, sul Mar Rosso, le temperature massime estive sono spaventosamente alte, con medie massime a luglio prossime ai 40° ( e minime medie di 30°) e massime assolute di 47°, anche se con bassi valori di umidità. Le precipitazioni medie annue poi sono inferiori ai 50 mm annui! Va da sè che i mesi migliori per visitare il paese (compatibilmente con le vicende belliche e terroristiche) sono la primavera e  l’autunno, anche se si vuole una vacanza di mare sul Mar Rosso (Eilat non è molto lontana da Sharm el Sheik);

Il litorale di Tel Aviv, capitale econimica di Israele

date queste condizioni geo-climatiche, ci si spiega anche alcune vicende di storia religiosa: vi ricordate che Gesù si ritirò nel deserto ove fu tentato dal demonio? In effetti la strada che da Gerusalemme scende nella valle del Mar Morto nel giro di pochi chilometri ci porta da un ambiente mediterraneo-montano ad un deserto roccioso e aridissimo.  I forti contrasti paesaggistici e naturalmente l’emozione che credenti e non credenti provano per luoghi così importanti per il nostro bagaglio storico e cuulturale, sono le ragioni che spingono ogni anno, nonostante i pericoli e le difficoltà, milioni di persone a visitare la Terra Santa.

Masada, ultima roccaforte degli Israeliti contro i Romani

Har Kenaan (Zefat)            Station height: 934 meters above sea level   
 Elements
 Mean maximum air temperature (deg C)
 Highest maximum air temperature (deg C)
 Mean minimum air temperature (deg C)
 Lowest minimum air temperature (deg C)
 Mean rainfall (mm)
 Mean number of rain days with rainfall >=1 mm
 Highest daily rainfall (mm)
  Jan   Feb   March   Apr   May   Jun   July   Aug   Sep   Oct   Nov   Dec
9.4  10.1  13.3  19.5  25  28.3  29.8  29.8  28.1  23.7  16.7  11.5 
21.7  21.2  24.2  32.4  38.1  38  39  38.7  36.8  33.1  27.5  24.4 
4.5  4.3  6.3  10.6  14.3  17  18.8  18.8  17.7  15.1  10.3  6.4 
-3.6  -6.5  -2.2  0.3  5.8  8.7  13.2  14  12  7.2  0.1  -2.7 
158.8  129.7  94.9  43.1  5.7  1.5  24.5  85.5  138.4 
12.4  10.8  9.2  3.9  1.5  0.1  2.8  6.8  10.6 
70.9  85.3  79  92.4  15.2  18.5  3.4  1.8  28  43.7  86.6  83 
 
  Tel Aviv            Station height: 4 meters above sea level   
 Elements
 Mean maximum air temperature (deg C)
 Highest maximum air temperature (deg C)
 Mean minimum air temperature (deg C)
 Lowest minimum air temperature (deg C)
 Mean rainfall (mm)
 Mean number of rain days with rainfall >=1 mm
 Highest daily rainfall (mm)
  Jan   Feb   March   Apr   May   Jun   July   Aug   Sep   Oct   Nov   Dec
17.5  17.7  19.2  22.8  24.9  27.5  29.4  30.2  29.4  27.3  23.4  19.2 
26.8  29.6  35.2  40.4  43.5  37.6  37.4  34.4  35.4  38.4  35.3  27.9 
9.6  9.8  11.5  14.4  17.3  20.6  23  23.7  22.5  19.1  14.6  11.2 
2.5  2.6  3.5  11.2  15  19  20  15.7  11.6 
126.9  90.1  60.6  18  2.3  0.4  26.3  79.3  126.4 
10.3  6.4  2.2  0.4  0.1  2.4 
107.2  71.1  55.1  51.4  21.7  4.4  0.6  1.2  7.5  60  91.1  95 
 
  Jerusalem            Station height: 815 meters above sea level   
 Elements
 Mean maximum air temperature (deg C)
 Highest maximum air temperature (deg C)
 Mean minimum air temperature (deg C)
 Lowest minimum air temperature (deg C)
 Mean rainfall (mm)
 Mean number of rain days with rainfall >=1 mm
 Highest daily rainfall (mm)
  Jan   Feb   March   Apr   May   Jun   July   Aug   Sep   Oct   Nov   Dec
11.8  12.6  15.4  21.5  25.3  27.6  29  29.4  28.2  24.7  18.8  14 
23.4  25.3  27.6  35.3  37.2  36.8  40.6  38.6  37.8  33.8  29.4  26 
6.4  6.4  8.4  12.6  15.7  17.8  19.4  19.5  18.6  16.6  12.3  8.4 
-3.4  -2.4  -0.3  0.8  7.6  11  14.6  15.5  13.2  9.8  1.8  0.2 
133.2  118.3  92.7  24.5  3.2  0.3  15.4  60.8  105.7 
9.7  8.7  7.6  2.7  0.7  0.1  1.9  5.5  7.9 
72.2  76.1  89.4  90  17.2  8.4  4.3  36.8  84  100.3 
 
  Sedom            Station height: 390 meters below sea level   
 Elements
 Mean maximum air temperature (deg C)
 Highest maximum air temperature (deg C)
 Mean minimum air temperature (deg C)
 Lowest minimum air temperature (deg C)
 Mean rainfall (mm)
 Mean number of rain days with rainfall >=1 mm
 Highest daily rainfall (mm)
  Jan   Feb   March   Apr   May   Jun   July   Aug   Sep   Oct   Nov   Dec
20.5  21.7  24.8  29.9  34.1  37.6  39.7  39  36.5  32.4  26.9  21.7 
26.4  30.4  33.8  42.5  45  46.4  47  44.5  43.6  40  35  28.5 
12.7  13.7  16.7  20.9  24.7  27.6  29.6  29.9  28.3  24.7  19.3  14.1 
5.4  11.5  19  23  26  26.8  24.2  17  9.8 
7.8  7.6  4.3  0.2  1.2  3.5  8.3 
2.1  1.5  0.1  0.2  1.6 
13  42.8  24.1  13.9  1.4  0.2  16  12.2  21 
 
  Elat            Station height: 12 meters above sea level   
 Elements
 Mean maximum air temperature (deg C)
 Highest maximum air temperature (deg C)
 Mean minimum air temperature (deg C)
 Lowest minimum air temperature (deg C)
 Mean rainfall (mm)
 Mean number of rain days with rainfall >=1 mm
 Highest daily rainfall (mm)
  Jan   Feb   March   Apr   May   Jun   July   Aug   Sep   Oct   Nov   Dec
20.8  22.1  25.5  31.1  35.4  38.7  39.9  39.8  37.3  33  27.2  22.3 
30.2  31.6  36.2  40.6  44.8  45.6  46.8  46.2  45  41.5  36.4  31.4 
9.6  10.6  13.6  17.8  21.5  24.2  25.9  26.2  24.5  21  15.5  11.2 
2.2  6.4  8.4  14.6  19.1  20  20.4  19.2  13.7  2.5 
3.5  5.8  3.7  1.7  3.5  3.5 
0.9  0.7  0.9  0.5  0.2  0.3  0.5  0.8 
12.9  64.3  15.9  6.1  0.4  23  27.2  40.6 
 
 
 
 

Ridimensionare immagini

Se vi serve un programma per ridimensionare al volo delle immagini da inserire sul Blog, Forum o Gallery, allora questo programma (PIXresizer) fà per voi.
Eccovi uno screenshot del programma:
pixresizer_stab

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Configurare Weather Display

Riporto in questo articolo la Guida scritta da Roberto Impala sul nostro Forum.


Questa è la schermata principale di WD:

Schermata principale
Si entra nel Control Panel -> FTP & Connections METAR/NOAA
Essenzialmente si riportano le coordinate di connessione FTP allo spazio web dove ci sta il nostro sito, specificando eventuali cartelle/directory remote:

Internet Setup
Web Files / Web pages Upload / Real Time FTP /WDL
Imposto il sending dei dati ogni 5 minuti

Internet Setup 2
E qui altre impostazioni utili per mettere online grafici e dati

Web Setup
Altre impostazioni, questa dovrebbe mandare l’iconetta delle condizioni meteo in tempo reale sul sito

Web Setup 2
Schermata che attiva i dati che vengono utilizzati per i Dati della Rete o eventuali plug-in aggiuntivi di WD

Web Setup 3
Altre impostazioni che completano il corredo di dati che poi sono messi online nel sito web

Web Setup 3
Infine, ma non per importanza, anzi… la schermata che alimenta le tendenze meteo e aggiornamenti vari:

Web Setup 4

TIPS&TRICKS

- Coloro che avessero problemi con il riconoscimento delle coordinate, si ricordino di settare in Windows (Pannello di Controllo – Opzioni Internazionali e della Lingua), i due punti : invece che il singolo punto . di default come separatore per l’orario della barra di Windows.

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Nubifragio in Sicilia

Morte e distruzione sotto il fango nel Messinese: 13 vittime.
Dichiarato lo stato di emergenza
L’ondata di maltempo improvviso che ha investito il Messinese e tutta la Sicilia orientale, provocando frane e smottamenti, ha causato almeno 13 vittime, 20 dispersi e 40 feriti come confermato dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Sei corpi sono stati estratti dalle macerie del paesino di Giampilieri, riferisce ancora l’unità di soccorso, “ma temiamo che siano molti di più. Un costone di roccia si è staccato ieri sera intorno alle 20, all’ora di cena, e si è portato via una ventina di abitazioni”. Tra i morti della frazione di Messina ci sono Francesco De Luca di 70 anni, il quarantenne Pasquale Bruno e due donne che sono stati sommersi da fango e detriti. Il Consiglio dei ministri ha varato lo stato di emergenza per il nubifragio a Messina.
Tre morti a Scaletta Zanclea – A Scaletta Zanclea sono stati trovati morti tre uomini. L’agente della Polfer Roberto Carullo è rimasto ucciso all’interno della sua auto, travolta da un torrente in piena, e nella stessa località ha perso la vita un pensionato di ottant’anni, Martino Scibilia, mentre la sua badante è stata estratta viva dalle macerie. E’ sempre di Scaletta Zanclea un’altra vittima, Salvatore Scionti, 64 anni. Il sindaco, Mario Briguglio, è sconvolto: “E’ un disastro. C’é fango ovunque. Solo qui da noi i morti sarebbero sei, ma mi dicono che il bilancio potrebbe salire”. Intanto a Briga Superiore è stato estratto il corpo di una donna, Agnese Pellegrino, morta tra le macerie della sua casa.
Sessanta persone ferite in provincia di Messina – Sono almeno una sessantina le persone rimaste ferite e già ricoverate negli ospedali della provincia di Messina. Un numero che è destinato ad aumentare in quanto vi sono dei comuni e delle frazioni che non sono ancora state raggiunte a causa delle frane e delle colate di fango. Molti sono stati portati al policlinico “Gaetano Martino” della città dello Stretto. Anche la Capitaneria di porto è intervenuta per trasportare i feriti dai piccoli centri verso la città dello Stretto, dove sono avvenuti i ricoveri. Due pazienti sono apparsi in condizioni gravi, mentre gli altri non destano particolare preoccupazione.
Soccorsi a lavoro – In tutto i dispersi sarebbero diverse decine, come confermato dalla Protezione civile. A Santo Stefano Briga si cerca tra le macerie di una palazzina crollata, sotto cui potrebbe esserci una donna. Messina è isolata: le frane hanno interrotto l’autostrada A18 Messina-Catania, la strada statale 114 e il tratto ferroviario all’altezza di Giampilieri-Scaletta. Ci sono dispersi a Giampilieri, Scaletta Zanclea e Santo Stefano Briga. In tutta la zona è ancora allerta maltempo, nel Messinese centinaia di persone sono rimaste bloccate dentro le auto e molte altre, a decine, si sono arrampicate sui tetti delle case per sfuggire alla piena: alcuni sono stati soccorsi in elicottero.
Il sindaco di Messina: c’è bisogno di volontari – “È una situazione critica, la macchina dei soccorsi è in azione anche se è difficile raggiungere le zone colpite dal disastro. Giampilieri è isolata; le squadre possono raggiungerla solo a piedi. Alcune persone sono state soccorse via mare dalla Guardia costiera” ha detto il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca. Il sindaco ha poi lanciato un appello: c’è bisogno di volontari, soprattutto medici e infermieri. “Siamo ancora isolati da Catania, i soccorsi sono venuti da Palermo e dalla Calabria – osserva Buzzanca -, ma sui posti dove l’emergenza è maggiore, come la zona sud della città, si arriva soltanto a piedi e il traffico è completamente paralizzato”.
Attivata una task force: le operazioni sono coordinate dal direttore generale della Protezione civile siciliana Salvatore Cocina, attraverso l’Unità di crisi istituita nella Prefettura di Messina. Le squadre dei vigili del fuoco, della Protezione civile e dell’esercito sono coadiuvate da due elicotteri, una della Marina militare e uno della Guardia costiera. Nove feriti – tra cui tre donne e tre bambini – sono stati portati in salvo dalle zone costiere su un pattugliatore, mobilitato dalle Capitanerie di porto insieme a quattro motovedette per portare soccorso agli abitanti delle località non raggiungibili via terra. In arrivo anche unità cinofile. I soccorritori hanno allestito due posti medici avanzati, con brande, coperte e generi di prima necessità: uno nella palestra di Gravitelli, a Messina, dove sono stati trasferiti 75 sfollati, il secondo a Roccalumera. Un altro presidio è stato istituito presso la Polstrada di Giardini Naxos. A Giampilieri la Protezione civile sta allestendo campi di accoglienza in alcune scuole con brandine e tende.
Diversi paesi isolati – Le situazioni più difficili, affermano al Dipartimento, sono quelle di Scaletta – dove i feriti sono stati portati via con una motovedetta delle Capitanerie di Porto perché l’unico modo per arrivare al paese era via mare – Molino e Giampilieri. In quest’ultimo comune si sono registrate diverse frane e anche un’esplosione di gpl che ha causato crolli. Ancora isolato, invece, Briga, in quanto i mezzi di soccorso non sono riusciti a farsi largo tra le colate di fango.
Colpite anche Palermo e Trapani – Il maltempo ha colpito anche le province di Palermo e Trapani. Nel capoluogo i sommozzatori dei vigili del fuoco sono intervenuti per gli allagamenti nei sottopassi lungo la via Regione siciliana, l’asse che taglia la città e collega le autostrade Trapani-Palermo e Palermo-Messina. Un’impalcatura è crollata in piazza Santa Cecilia, molti automobilisti sono rimasti bloccati in via Oreto, in via Orsa Minore, in via Messina Marine, nelle borgate di Mondello e Partanna dove le strade sono diventate dei torrenti in piena. In via Ciaculli sono intervenuti i carabinieri per salvare un uomo in un’ambulanza rimasta in panne. Il nubifragio ha provocato anche il parziale allagamento del pronto soccorso dell’ospedale Buccheri La Ferla e di alcuni reparti dell’ospedale Civico.
02 ottobre 2009

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Osservatorio Meteorologico di Sestu (CA)

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Sale a 1.100 morti il bilancio del terremoto a Sumatra

Le vittime del terremoto che ha colpito ieri la città di Padang, nell’isola indonesiana di Sumatra, sono almeno 1.100.E’ salito a 770 il numero dei morti accertati per . Lo ha riferito il segretario generale aggiunto dell’Onu per gli affari umanitari, John Holmes. Intanto, una nuova potente scossa di terremoto, di magnitudo 6,9 sulla scala Richter, ha colpito l’Indonesia occidentale nella notte tra mercoledì e giovedì.
Manca l’elettricità, il cibo, la benzina, l’acqua – Padang è ancora parzialmente isolata. Sono arrivati soccorsi supplementari e i primi rifornimenti, ma la situazione rimane caotica. “Manca l’elettricità, il cibo, la benzina, l’acqua. E nessuno sa quante persone sono ancora intrappolate sotto alcuni grandi edifici caduti, in particolare uno tra i più lussuosi hotel cittadini”, spiega Maulana Yusran, presidente dell’associazione locale degli albergatori. E’ l’hotel Ambacang, 164 camere distribuite nei cinque piani di un edificio storico, a preoccupare maggiormente i soccorritori. Le operazioni di sgombero delle macerie sono ancora in corso, e finora hanno portato al recupero di nove corpi. L’edificio è crollato proprio mentre all’interno si teneva una riunione d’affari di imprenditori indonesiani. “Vi partecipavano almeno 50 persone – spiega Yusran – e temiamo che altre decine siano rimaste intrappolate. E’ possibile che ci fossero anche turisti stranieri, ma al momento siamo ancora impegnati a scavare”.
Gli abitanti non hanno avvertito il pericolo – Gli oltre 900 mila abitanti di Padang, stretta tra il mare e le colline, probabilmente non hanno capito immediatamente la gravità del sisma. “Nell’ultimo periodo si erano sentite diverse scosse che non hanno provocato danni, nei primi secondi ho pensato anch’io che sarebbe finita presto – racconta Fern, una giovane turista australiana da tre mesi a Sumatra, che solo nel pomeriggio è riuscita a mettersi in contatto coi familiari -. Ma è cresciuta d’intensità in fretta, si faceva fatica a rimanere in piedi. Allora tutti sono corsi in strada terrorizzati e poi verso l’entroterra, per paura di uno tsunami, a piedi o a bordo di ogni mezzo disponibile. Nelle strade regnava il caos”.
Gli acquazzoni hanno spento gli incendi nelle case – In città è difficile trovare un edificio che non abbia subito danni, per quanto la scossa sembra aver colpito la città in modo diverso a seconda delle zone. Ma mentre le telecomunicazioni vengono lentamente ripristinate, la situazione é comunque lontana dalla normalità. “Gli incendi sviluppatisi sono stati spenti, anche dai violenti acquazzoni che abbiamo avuto fino a giovedì mattina – dice Anton, dipendente di una guest house rimasta in piedi -. Ma tutti i negozi sono ancora chiusi, ci sono code interminabili ai distributori di benzina e già scarseggia il carburante per i generatori. Anche questa notte, migliaia di persone dormiranno all’addiaccio”.

01 ottobre 2009

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Trema anche Sumatra

Il violento terremoto (magnitudo 7.9) che ha colpito l’isola indonesiana di Sumatra ha fatto tra cento e duecento morti, secondo un portavoce della protezione civile indonesiana, Priyadi Kardono. La stessa fonte ha riferito che sono circa 500 gli edifici crollati il violento terremoto. Una prima stima parla anche di oltre un migliaio di dispersi ma fonti ufficiali segnalano nuovi crolli. Il sisma è stato registrato alle 17.16 locali (le 12.16 italiane) e ha avuto l’epicentro in mare, 78 km al largo della città indonesiana di Padang, che sorge sulla costa occidentale di Sumatra e sembra essere stata duramente colpita.
Crolla un ospedale, migliaia sotto le macerie – Il numero delle vittime è stato confermato, in una conferenza stampa a Giakarta, dal vicepresidente indonesiano, Jusuf Kalla, il quale ha anticipato che si tratta di un bilancio destinato a crescere in quanto a Sumatra sono crollati moltissimi edifici. Fra questi non solo case e palazzine, ma anche scuole, negozi e altri edifici. Rustam Pakaya, capo dell’Unità di emergenza del Ministero della salute, ha scritto via sms che tra gli edifici crollati a Padang “c’è anche un ospedale e migliaia di persone sono intrappolate tra le macerie”.
Comunicazioni interrotte – Insieme a Padang la località più colpita dal terremoto è Pariaman, 78 chilometri a sudovest dell’isola di Sumatra; riferisce la l’agenzia dei missionari Misna. Al momento le comunicazioni sono interrotte con tutta la zona e, riferiscono i media locali, un blackout ha lasciato al buio Padang, dove il sisma avrebbe provocato anche alcuni incendi.
Diversi edifici, fra cui degli alberghi, sono stati distrutti – Sull’isola di Sumatra, racconta un testimone, “centinaia di case sono state danneggiate lungo la strada. Ci sono degli incendi e alcuni ponti sono crollati e qui c’è un panico estremo anche perché delle condotte dell’acqua sono rotte e c’è un’inondazione delle strade”. Le linee telefoniche risultano interrotte. La scossa è stata avvertita anche a Singapore, 440 km a nord-ovest, dove sono stati evacuati palazzi e uffici.
Al momento, non risultano italiani coinvolti – Lo hanno riferito fonti della Farnesina che è in stretto contatto con l’ambasciata d’Italia a Giakarta che sta effettuando tutte le verifiche del caso per accertare la presenza di connazionali nell’area colpita dal sisma.
L’aeroporto di Padang chiuso per danni – La società aeroportuale indonesiana, Pt Angkasa Pura II, ha temporaneamente chiuso l’aeroporto Minangkabau di Padang perché alcune strutture sono rimaste danneggiate dal terremoto. Lo riferisce il Jakarta Post on line. Due voli da Giakarta a Padang sono stati cancellati, ha detto Edward Silooy, amministratore dell’aeroporto internazionale Soekarno-Hatta di Giakarta. “Un aereo era decollato, ma è rientrato a Giakarta dopo un’ora a causa dei danni subiti dall’aeroporto Minangkabau che è inaccessibile”, ha precisato aggiungendo che la società aeroportuale ha inviato un team per valutare i danni. “Il team stenderà un rapporto solo domani, quindi non sappiamo quanto durerà la sospensione dei voli”, ha aggiunto Silooy. Ogni giorno 10 voli collegano la capitale indonesiana Giakarta con la città di Padang.
Caritas: la pioggia complica soccorsi – Un team Caritas è già in viaggio per raggiungere la zona colpita dal sisma, cercando di passare attraverso Palembang o Bengkulu, per poi proseguire in macchina. Secondo Pak Martin, della Parrocchia St. Barbara Sawah Lunto, si è trattato di una scossa assai prolungata, che si è avvertita per almeno 5 minuti, immediatamente seguita da una completa interruzione dell’erogazione di energia elettrica. La pioggia che insiste sulla zona rende i soccorsi ancora più difficili. Caritas Italiana è presente in Indonesia da diversi anni. Subito dopo il terribile tsunami che nel 2004 ha sconvolto l’intera area, ha potenziato gli interventi ed ha realizzato progetti di ricostruzione e sviluppo a sostegno degli sforzi di Caritas Indonesia per un ammontare totale di oltre 3 milioni di euro solo negli ultimi 5 anni. Gran parte dei progetti è stata realizzata in diverse zone dell’isola di Sumatra.
Padang, il capoluogo, è ad altissimo rischio sismico – La città poggia proprio al di sopra della grande faglia circolare chiamata l’Anello di fuoco del Pacifico, che dal sud-ovest della Nuova Zelanda gira a nord dell’Australia, inglobando la Papua Nuova Guinea, tutta l’Indonesia, le Filippine e girando ferro di cavallo attorno alle coste dell’Oceano Pacifico passando per Giappone, Kamciatka, isole Aleutine, Alaska, Canada occidentale, California, America centrale e zona Andina fino alla costa meridionale cilena. Padang, come molte altre città sull’Anello, è a rischio di venire distrutta totalmente da un terremoto.
Cancellato avviso di vigilanza Tsunami – Il Pacific Tsunami Center statunitense ha cancellato un “avviso di vigilanza” diramato dopo il sisma. Le onde scaturite dal terremoto non sono tali da rappresentare un pericolo nelle aree interessate, sottolinea il comunicato del centro. Sulle coste di Sumatra è arrivata un’onda di marea alta meno di 30 centimetri.
30 settembre 2009

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