Isola di Santorini (Grecia)Il Mediterraneo è un mare ricco di isole, alcune grandi, molte piccole, in particolare nel mare Egeo, tra Grecia e Turchia. Per dimensioni ecco l’elenco delle maggiori per superficie:
Si tratta di terre bellissime, non c’è bisogno di sottolinearlo, ricchissime di storia poichè qui è nata la civiltà europea, ma anche di grande valore naturalistico, sia per ciò che riguarda le zone costiere e marine adiacenti, sia per le zone interne, disegnate da millenni di attività umana per l’uso del suolo. Tutte godono del “Clima mediterraneo”, ma con qualche differenza tra quelle più occidentali e quelle orientali. Vediamole una per una.
LA SICILIA
L’Etna visto dal satellite, da Taormina, da vicino; carta delle precipitazioni medie
La Sicilia è la più grande isola del Mediterraneo, quella con la montagna più alta, l’Etna (3323 metri slm) , la più popolosa (circa 5 milioni di abitanti), quella col patrimonio artistico-culturale più diversificato e importante. Gran parte del suolo della Sicilia (circa 60%) è utilizzato da millenni per l’agricoltura, in particolare per la coltivazione del grano, grazie ai suoli terrosi del Cenozoico, mentre circa il 20% è utilizzato per pascoli naturali. In Sardegna le percentuali sono esattamente invertite: ciò spiega perchè la nostra isola è da sempre “terra di pastori”, con prevalenti paesaggi incolti e solitari. La Sicilia invece da sempre è “terra di grano”, la cui produzione poteva, nelle economie tradizionali, mantenere una popolazione assai più numerosa. Il grano della Sicilia fu la causa della prima guerra punica, che permise ai Romani di diventare la più grande potenza (militare ma anche economica) dell’antichità. Per questa ragione la Sicilia è stata preda ambita e crocevia delle potenze che durante la storia si sono affacciate sul mediterraneo, dai Greci, ai Cartaginesi, dai Romani agli Arabi, ai Normanni, agli Spagnoli. E tutti hanno lasciato le loro tracce nella cultura siciliana, nell’architettura, nella letteratura, nella …… cucina: quest’ultima risente in particolar modo dei contatti col mondo arabo, soprattutto nella …… dolcissima produzione dolciaria. Il patrimonio culturale della Sicilia ha pochi paragoni in tutto il mondo; eccone alcuni esempi:

Valle dei templi ad Agrigento, chiostro e mosaico nella cattedrale di Monreale, il castello di Erice, la cattedrale di Noto
Dal punto di vista climatico, la Sicilia è leggermente più calda della Sardegna, e meno piovosa. Tuttavia la catena montuosa settentrionale che si affaccia sul Tirreno favorisce le precipitazioni lungo la costa, e perfino le nevicate: a Palermo la neve è più frequente che a Cagliari nonostante che le medie mensili delle temperature dei mesi più freddi siano considerevolmente più elevate (le precipitazioni circa 700 mm annui). Sulla costa settentrionale sono inoltre temibili le sciroccate, perchè i venti di caduta dalle montagne fanno schizzare verso l’alto le colonnine di mercurio. Sulle località della costa meridionale invece le precipitazioni non superano i 350 mm.
CIPRO
Cipro dal satellite, le acque da dove, secondo il mito, nacque Venere, teatro di Kourion, pista da sci e monastero del Troodos, carta precipitazioni medie
Cipro è la più orientale, la più meridionale, la più calda, la più arida delle grandi isole del Mediterraneo, ma, nonostante ciò, vi è una stazione sciistica rinomata che attira frotte di turisti da tutto il medio oriente, essendo a pochi minuti di volo dal Cairo, da Tel Aviv, da Damasco, da Beiruth. La montagna più alta è il monte Troodos, 1952 metri slm, coperta di foreste di pini larici e di cedri del Libano. Cipro ha ottenuto nel 1960 l’indipendenza dalla Gran Bretagna; allora la popolazione era formata per l’80% da greci, cristiani ortodossi, e per il restante 20% da turchi mussulmani. Nel 1974, temendo l’annessione da parte dell Grecia, l’esercito turco invase l’isola e ne occupò il terzo settentrionale. Da allora l’occupazione illegale turca non è mai cessata, e la capitale del paese, Nicosia, è attraversata da un muro che divide le due comunità. La parte libera di Cipro, nel frattempo, è entrata a far parte dell’Unione Europea, e, da alcuni anni, ha adottato l’Euro come moneta. L’economia, negli ultimi anni, è diventata prospera, col turismo balnerare in prima fila, dato che il clima permette i bagni fino ad ottobre inoltrato, attirando molti turisti dal nord-Europa. Il notevole patrimonio culturale e naturalistico completa l’offerta turistica. Accanto alle vestigia monumentali delletà antica, vi sono le chiese medioevali, quando l’isola era un regno crociato, e naturalmente gli splendidi monasteri bizantini del monte Troodos, patrimonio dell’umanità. Abbiamo detto che Cipro è l’isola più calda del mediterraneo, aperta come è alle irruzione calde dal vicino continente africano, ma è soprattutto la meno piovosa: Nicosia, nella pianura centrale, non ha più di 350 mm annui, e la media di Luglio è di circa 28°, mentre sulla catena principale si superano invece i 1000 mm.
CORSICA
Corsica dal satellite, Bonifacio, Porto, Vizzavona, carta delle precipitazioni medie
La Corsica è la nostra isola sorella, ma non gemella: molte cose ci uniscono alla Corsica, ma molte altre ce ne differenziano. Dal punto di vista geologico, Corsica e Sardegna fanno parte della medesima zolla tettonica, che ha un basamento granitico assai antico (almeno 300 milioni di anni), ma che si è staccato in tempi geologicamente recenti dalla Francia meridionale meno di 30 milioni di anni fa per posizionarsi dove è attulmente durante l’orogenesi alpina. Durante le glaciazioni Corsica e Sardegna erano una terra unica, giacchè il mare si era ritirato dalle bocche di Bonifacio, profonde solo 100 metri. Ma la Corsica ha montagne assai più alte di quelle sarde, oltre 2700 metri slm, e, in generale, prevalgono paesaggi verticali e non orizzontali, come in Sardegna. In Corsica prevale la foresta, grandi boschi di pino Laricio, di castagni, di faggi, e l’economia tradizionale era rivolta più allo sfruttamento forestale che non all’allevamento e all’agricoltura. Per questo motivo la Corsica è la meno popolata delle grandi isole del mediterraneo, attulmente non raggiunge i 300.000 abitanti, anche se ha conosciuto precocemente una massiccia emigrazione, che nel medio-evo si indirizzo verso la Sardegna settentrionale: per questo motivo, da allora, sulle coste settentrionali sarde, da Sassari compresa fino alle porte di Olbia, non si parlano dialetti sardi ma corsi, molto più vicini all’italiano. Storicamente la Corsica ha avuto vicende differenti, gravitando maggiormente verso l’Italia centro-settentrionale, fu occupata dai Longobardi, fece parte dell’impero di Carlo Magno, mentre noi rimanemmo terra dell’impero bizantino. Poi passò sotto il controllo di Pisa, poi di Genova, e da quest’ultima fu venduta alla Francia, desiderosa di una maggiore penetrazione nel cuore del mediterraneo. Ricorderete tutti che Napoleone Bonaparte, imperatore dei Francesi dopo la grande rivoluzione, era corso di Ajaccio! Il sardo che dovesse attraversare “le bocche” si troverebbe in un ambiente sorprendentemente diverso: molto più montuoso, molto più verde, con molta più acqua, molto più “italiano” in una regione politicamente francese. Noi ci possiamo consolare con delle coste, le nostre, molto più varie e belle, e con un patrimonio storico-artistico ed etnografico di gran lunga più importante ed originale: e non è poco. I francesi l’hanno chiamata “ile de la beautè”, isola della bellezza, ed è vero, la Corsica è bellissima, ma, è opinione personale, non ha il fascino della nostra Sardegna! Dal punto di vista climatico, come è immaginabile, la Corsica è una regione molto piovosa, l’isola più piovosa del mediterraneo, con punte largamente oltre i 2000 mm annui sui monti più alti. E l’atitudine, la mancanza di masse continentali pianeggianti, la maggior distanza dall’Africa, permette alla maggior parte dei paesi corsi di godere di un clima assai piacevole.
CRETA

Creta, isola greca chiamata anche Candia durante la dominazione veneziana, è la culla della prima grande civiltà europea, la civiltà minoica, dei miti più famosi dell’antichità, patria del Minotauro, luogo di nascita di Zeus, forse devastata da una delle più grandi catastrofi naturali del mediterraneo: l’esplosione del vulcano di Santorini. Dopo la civiltà minoica, che raggiunse il massimo splendore circa 1500 anni prima di Cristo, contemporanea della civiltà nuragica, con la quale probabilmente i rapporti erano più stretti di quanto sappiamo oggi, Creta rimase un po’ ai margini della storia. Ma le rovine dei grandi palazzi minoici, coi loro meravigliosi affreschi, le montagne nude e selavagge, i paesaggi agricoli arcaici, le spiagge splendide, ne fanno una metà turistica privilegiata. Creta ha un patrimonio artistico-archeologico straordinario, unico, frutto di una civiltà che era la quintessenza della mediterraneità, del grano, del vino, dell’olio d’oliva, delle capre, del pesce, civiltà pacifica e con uno straordinario amore per la vita. Guardate questi affreschi, e provate a confrontarli con le coeve, rigide pitture egiziane:
Affreschi di Cnosso: “corrida”, delfini, donne
E poi godetevi, mare, monti, paesaggi pittoreschi e natura selvaggia (compreso l’unico palmeto da datteri spontaneo in Europa).
Laguna di Balos, monti e gole di Samaria


















