Archivio per luglio 2009

La Sardegna brucia

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Incendi, tentato depistaggio?
Il rumeno davanti al Gip
La Forestale ha messo sotto sequestro un trattore che si trovava all’interno dell’azienda agrifaunistica dove lavorava Victor Paun. Dal mezzo sarebbero partite le scintille che hanno scatenato l’incendio che ha distrutto 3600 ettari. Accertamenti su alcune persone avrebbero cercato di depistare gli inquirenti

Verrà interrogato domani in carcere, dove è stato rinchiuso con l’accusa di incendio colposo, l’operaio romeno Victor Paun, di 48 anni, ritenuto il responsabile del gigantesco rogo partito dall’azienda agrifaunistica “Villa Contu” di Berchiddeddu, che lo scorso 23 luglio ha distrutto oltre 3.600 ettari di vegetazione. Il romeno verrà sentito dal giudice dell’indagine preliminare del Tribunale di Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano. Paun, difeso dall’avvocato Giovanna Maria Fresu, per gli investigatori del Corpo Forestale avrebbe causato l’indomabile incendio partito da Berchiddeddu e che si è spinto a Loiri, passando per Azzanì sino ad arrivare a Padru. Questa mattina gli uomini della Forestale della Stazione di Olbia hanno messo sotto sequestro un trattore che si trovava all’interno dell’azienda agrifaunistica: dovrebbe essere quello il mezzo da cui, forse a causa di una scintilla, sarebbe partito il rogo che ha messo in difficoltà l’apparato antincendio per oltre 48 ore. L’aspetto più importante della vicenda sono gli accertamenti in corso per verificare la posizione, oltre che dell’operaio romeno, anche di alcuni soggetti che sin dai primi passi dell’indagine avrebbero cercato di depistare gli inquirenti, facendo finire sotto il torchio degli inquirenti un terzo soggetto, risultato poi estraneo all’episodio.
A Oristano sono indagate per la stessa ragione altre due persone. Intanto si acuisce la polemica tra Bertolaso e la Regione sulla tempestività degli interventi anti-incendio. Il sottosegretario lancia pesanti accuse: i soccorsi sono partiti in ritardo.

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Osservatorio Meteorologico Sestu (CA) 50 mslm

http://www.sestumeteo.altervista.org

La Sardegna brucia

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Incendi, Guido Bertolaso: “La Regione Sardegna ha agito in ritardo”
Lo scadente coordinamento delle attività di terra e la scarsa efficienza dell’apparato antincendi predisposto dalla Regione Sardegna non possono essere addebitati alla Protezione civile. Questa, in estrema sintesi, la replica di Guido Bertolaso alle accuse che gli erano state mosse dal governatore Ugo Cappellacci subito dopo i roghi che la settimana scorsa hanno ucciso due persone, mandato in fumo almeno 25 mila ettari, messo sul lastrico centinaia di aziende agrozootecniche e carbonizzato, solo nel sassarese, 1.200 capi di bestiame. “Fin dal 20 luglio scorso – ha spiegato Bertolaso – avevamo segnalato con i bollettini meteo i rischi per il caldo e lo scirocco che sarebbero arrivati nelle regioni meridionali. Poi dal 23 al 26, ci sono stati tre giorni di emergenza incendi, specie in Sardegna. In particolare, il 23 è stata una giornata difficile e qualche struttura sul territorio, che non aveva creduto ai nostri allarmi, ha avuto qualche minuto di ritardo nell’organizzare la risposta. Nei giorni successivi la reazione é stata più rapida”.
C’é stata, ha ricordato il capo della Protezione civile, “una situazione di grande criticità in quei tre giorni in Sardegna, con incendi dal fronte di fuoco ampio fino a uno – due km. La nostra flotta aerea – ha puntualizzato – non ha la palla di vetro, interviene su chiamata della struttura regionale che ha il compito di coordinare gli interventi. E’ la struttura regionale che ha il compito di valutare quali roghi possono essere spenti da terra e quelli che invece necessitano dell’aiuto della flotta di Stato”. Il presidente della Regione, Cappellacci, ha riferito Bertolaso, “contesta quello che sto dicendo e stamattina mi ha inviato una lettera che lascio agli atti. Ma sono i fatti ciò che conta. Noi lavoriamo 24 al giorno, i piloti sono pronti a decollare all’alba e ad atterrare al tramonto. Dalla Toscana, ad esempio, ci è arrivata una richiesta di intervento alle 5.45 e alle 6.15 c’erano già nostri velivoli sul posto. Se da altre regioni le richieste arrivano alle 7 si perde un’ora-un’ora e un quarto, un lasso di tempo importante per dare una risposta efficace”.
Peraltro, ha proseguito Bertolaso, “le difficoltà in Sardegna derivano anche da un processo di riorganizzazione della Protezione civile regionale che è in corso”. Capitolo catasto comunale delle aree percorse dal fuoco. Senza catasto, ha affermato il capo della Protezione civile, “non si riesce a contrastare efficacemente la piaga. Con l’ordinanza di due anni fa riuscimmo ad imporre questo adempimento ai sindaci, che proibire qualsiasi attività che potrebbe trarre benefici da un incendi o. La Sardegna al 30 settembre 2008 aveva completato solo nell’11% dei Comuni il catasto e solo il 21% aveva predisposto il piano di emergenza comunale. Mi risulta che nessuno dei comuni interessati dall’ emergenza di questi giorni aveva adottato il piano di emergenza. Questi – ha aggiunto – sono fatti che sono in grado di dimostrare ma, per amore di verità, segnalo che nella lettera Cappellacci afferma che su 377 Comuni sardi, 126 hanno adottato il piano di emergenza e 296 si sono dotati di catasto. E’ un passo avanti importante, se questi numeri sono reali”.

Primi arresti ed indagati
per gli incendi in Sardegna
Una persona è stata arrestata e altre quattro sono indagate in seguito agli incendi scoppiati la scorsa settimana in Sardegna. L’arresto è avvenuto in Gallura: in manette è finito un operaio, ritenuto responsabile del gigantesco rogo partito il 23 luglio da Berchiddeddu e poi propagatosi nei comuni vicini. I dettagli dell’operazione verranno illustrati alle 19, a Olbia, dal comandante del Corpo Forestale della Regione Sardegna, Delfo Poddighe. Lo stesso Poddighe, in una conferenza stampa appena conclusa nella base operativa di Fenosu (Oristano), ha annunciato che vi sono quattro persone indagate nell’Oristanese per i due vasti incendi che, sempre il 23 luglio, hanno distrutto 2.500 ettari nei pressi del Monte Arci e a Tresnuraghes. Nel primo caso i presunti responsabili sono due imprenditori edili che, secondo l’accusa, alle 13 avrebbero bruciato numerosi cartoni all’esterno dell’azienda, causando così l’incendio. A Tresnuraghes, invece, sotto accusa sono il proprietario di un terreno e un suo operaio: mentre potavano delle piante e trituravano i rami, dalle attrezzature usate sarebbero partite le scintille che hanno poi innescato il rogo.

La Sardegna brucia

Incendi, la Regione Sardegna
decide i primi provvedimenti.
Oltre 300 mila euro per le famiglie delle vittime dei roghi. Aiuti per tre milioni di euro, sotto forma di voucher, alle imprese agrozootecniche. La Regione si costituirà parte civile

La Giunta regionale della Sardegna ha varato oggi pomeriggio i primi provvedimenti straordinari dopo gli incendi devastanti della scorsa settimana. Ai familiari delle due vittime – gli allevatori sassaresi Mario Piu e Antioco Serra – viene riconosciuto un contributo di 300 mila euro, mentre sono stati confermati gli aiuti per 3 milioni di euro, sotto forma di voucher, alle imprese agrozootecniche per l’acquisto mensile di mangimi e foraggi almeno fino ad ottobre.
La riunione dell’esecutivo guidato da Ugo Cappellacci si è svolta a Tempio Pausania, nella sede del Consiglio provinciale della Gallura, per testimoniare la vicinanza ad uno dei territori più martoriati dal fuoco. Una seduta allargata ai consiglieri provinciali e amministratori locali e aperta al pubblico, nel corso della quale il Governatore ha annunciato che la Regione si costituirà parte civile contro gli incendiari, definiti “disonoratori della Sardegna”, persone che infangano i valori dell’accoglienza, della dignità e dell’orgoglio di un intero popolo. I roghi hanno provocato laceranti “ferite sulla carne viva”, ha sottolineato il presidente della Regione, danni incommensurabili al patrimonio naturale e rischiano di vanificare i “sacrifici di una vita” per tante famiglie. “Ma il dolore più cupo nel cuore di ciascun sardo – ha aggiunto Cappellacci – è di sapere che i responsabili di tutto ciò sono tra noi. Il punto della situazione è stato fatto dall’assessore dell’Agricoltura, Andrea Prato, che presiede l’unità di crisi riunitasi ieri a Torralba (Sassari) con i sindaci dei comuni più colpiti. L’esponente della Giunta ha confermato che i mandati di pagamento per l’acquisto di mangimi e foraggio – tre i milioni di euro stanziati – sono pronti e la previsione che è possano essere utilizzati fino ad ottobre, quando con l’arrivo delle prime piogge la situazione nelle campagne dovrebbe migliorare. In apertura di seduta, la presidente della Provincia Olbia-Tempio, Pietrina Murrighile, ha sottolineato che quella di quest’anno e ‘ “l’emergenza delle emergenze” per un territorio che si trova già ad affrontare situazioni difficili in altri comparti, a cominciare da quello della sanità.

Tregua incendi

Sardegna:
tregua degli incendi ma scoppiano le polemiche
Nessun incendio. Il fuoco concede una tregua in Sardegna dopo una settimana segnata da morti e distruzione: due le vittime, quasi 25 mila ettari in fumo e 1.200 capi di bestiame carbonizzati solo nel Sassarese, una delle zone più colpite. C’è quasi incredulità nella sala operativa del Corpo forestale della regione nel confermare che l’emergenza sembra davvero finita. Fermi tutti gli aerei della flotta antincendi: al lavoro ci sono ancora le squadre di terra per le ultime verifiche sui roghi di ieri dopo le operazioni di bonifica completate già in serata. Se il fuoco concende una tegua non si placano le polemiche.
Vertice degli investigatori del Corpo forestale – All’incontro parteciperanno gli uomini di tutti e sette gli ispettorati territoriali: Cagliari, Nuoro, Sassari, Lanusei, Oristano, Tempio e Iglesias. Diverse le Procure che hanno già aperto fascicoli, al momento a carico di ignoti. In particolare a Tempio, dove nel fine settimana almeno una decina di persone è stata a lungo interrogata per l’incendio divampato a Berchiddeddu e poi propagatosi nei comuni vicini.
Su 10 roghi, 7 dolosi – Decine di esche incendiarie artigianali, costituite da un mozzicone di sigaretta acceso con dei fiammiferi inseriti all’interno, sono state trovate tra Sindia (Nuoro), Suni (Oristano), Pozzomaggiore (Sassari) – paese di una delle due vittime del fuoco – e Bonorva (Sassari). Ma tracce delle stesse esche sono state rinvenute anche nel sud dell’Isola: a Carbonia, Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias) e Villacidro (Medio Campidano). Su 10 incendi in Sardegna – hanno accertato gli investigatori della Forestale – 7 sono dolosi: dietro al 70% dei roghi c’é quindi la mano criminale dell’uomo. Del rimanente 30% di origine dolosa, la maggior parte è causato da disfunzioni della rete elettrica, il resto – purtroppo – lo fa l’incuria.
La rabbia degli operatori – Soprattutto tra i Vigili del Fuoco, che rivendicano il loro ruolo istituzionale. La lamentela, che sarà portata presto nuovamente all’attenzione del ministero dell’Interno, riguarda la mancanza di mezzi adatti al tipo di interventi che si debbono effettuare in caso di incendi boschivi. Soprattutto le grosse autobotti non sono adatte alle località impervie e spesso le squadre debbono compiere autentici miracoli per districarsi nei sentieri. Altro punto dolente il mancato pagamento degli straordinari per le campagne antincendio degli ultimi due anni. “E’ un po’ come tirare di boxe con un solo braccio – afferma un operatore dietro la garanzia dell’anonimato – noi amiamo il nostro mestiere, ma vediamo che le difficoltà aumentano sempre di più”. Alla domanda sulla possibile causa del proliferare di incendi nell’ultima settimana arriva una risposta secca: “Perché non è stato ancora varato il decreto per i precari della Forestale?”.
E’ mancata la prevenzione – “Ancora non abbiamo imparato – sostiene Bobore Bussa, componente dell’assemblea nazione di Indipendentzia Repubrica de Sardigna, il movimento indipendentista pacifista – che la prevenzione si fa in autunno, inverno e primavera. Gli interventi estivi di aerei e mezzi speciali devono essere un’eccezione, un caso straordinario, un’emergenza rara. Invece diventano la regola. E in Sardegna si muore ancora di fuoco”. Secondo l’analisi di Bussa, la prima fuori dall’onda emozionale e attenta alla realtà dell’isola, le campagne sarde sono sempre più abbandonate. “Ettari di terre coltivabili si riempiono così di cisto, rovi, lentisco e altre specie della macchia mediterranea facile esca per le fiamme. Se coltivassimo grano e altri cereali – sostiene Bussa – dopo la trebbiatura nessun fuoco passerebbe. Se facessimo fieno, il fuoco al limite brucerebbe le stoppie2.
Gli incendi di domenica – L’episodio più pericoloso, quello di Sant’Antioco dove le fiamme si sono avvicinate a una spiaggia. Non si è resa necessaria l’evacuazione dei bagnanti per il pronto intervento delle squadre a terra e dei vigili del fuoco, ma la paura è stata comunque molta per le persone che dalla spiaggia assistevano all’avanzata delle fiamme e delle colonne di fumo. Completata la bonifica degli incendi di Villacidro e Sant’Antioco sarà possibile tracciare un bilancio definitivo dele superfici percorse dalle fiamme nell’ultima settimana.
Bruciati oltre 25mila ettari – Secondo la Forestale regionale il 70% degli incendi sarebbe di origine dolosa e il 30% colposa. Su tutti gli episodi sono in corso indagini di polizia giudiziaria a cura dello speciale nucleo investigativo della Forestale regionale e delle altre forze di polizia. Sul fronte investigativo sembrano di particolare importanza le attività volte ad individuare i responsabili dell’incendio che giovedì scorso ha incenerito 8 mila ettari di macchia mediterranea e boschi tra Berchiddeddu, Loiri e Padru, in Gallura.
L’inchiesta – In Procura a Tempio Pausania alcune persone sospettate di essere coinvolte nell’incendio sono state sentite “a sommarie deposizioni testimoniali” dal sostituto procuratore Daniela Isaia. Nessuno è stato ancora iscritto sul registro degli indagati, ma nel corposo dossier consegnato dagli investigatori del Corpo Forestale vi sarebbero numerosi elementi che potrebbero a breve dare una svolta alle indagini. La stessa lunghezza degli interrogatori, condotti dal pubblico ministero Isaia, testimonierebbe però anche la complessa natura delle indagini e la difficoltà di attribuire responsabilità specifiche. Tutti gli interrogati sarebbero soggetti già noti alla Forestale per precedenti specifici e tenuti quindi sotto controllo durante le giornate a rischio. Al termine degli interrogatori il magistrato ha disposto nuovi accertamenti tecnico-scientifici che sono attualmente in corso. Si punterebbe in particolare ad accertare l’esatta natura degli ordigni incendiari utilizzati e l’attendibilità di numerose segnalazioni arrivate al numero verde 1515

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Previsioni Meteo

Grazie alla collaborazione di Daniele Sanna ( Naruto Uzumaki ) siamo in grado di pubblicare le previsioni meteo della Sardegna.
Il nostro Daniele si occupa personalmente di redarle e renderle disponibili sul suo sito di Iglesias – Naruto e ci ha concesso di linkarle su una nostra pagina.
Voglio ringraziare personalmente Daniele per la collaborazione offerta a tutti noi.

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Ancora roghi !

Riporto l’articolo scritto da IvanM sul Forum :


Nuovi roghi in Sardegna
Situazione critica a Budoni.
Nuovi incendi vengono segnalati in Sardegna dalla sala operativa del Corpo forestale regionale. Preoccupano, in particolare, i roghi scoppiati in tarda mattinata a Siliqua, in provincia di Cagliari, e nella zona di Bonorva, nel Sassarese, già duramente colpita nelle scorse 48 ore. Fiamme anche a Suni (Oristano), Trinità d’Agultu (Gallura) e nel Nuorese, in località Pedralonga, sul versante verso Orune. Tutta la flotta aerea nazionale e regionale è all’opera dalle 5 del mattino: otto canadair, undici elicotteri e un elitanker continuano a sganciare acqua, alternandosi sulle zone più a rischio. Incessante anche il lavoro delle squadre a terra, impegnate da nord a sud nelle operazioni di bonifica dei roghi che in due giorni hanno distrutto almeno 15 mila ettari di vegetazione in tutta l’isola, provocando danni – secondo una prima stima – per 80 milioni di euro.
Situazione critica a Budoni – Una situazione di “estrema criticità” si sta registrando nel territorio comunale di Budoni, nella provincia di Olbia-Tempio, dove un vasto incendio sta minacciando le numerose abitazioni, molte delle quali sono affittate a turisti, immerse nel verde. L’opera di spegnimento con i mezzi aerei, hanno spiegato al Centro operativo regionale, é resa particolarmente impegnativa dal fumo che ristagna sulla zona. Il vento è calato e le fiamme hanno rallentato la loro corsa, favorendo così l’innalzarsi di una coltre di fumo che blocca completamente la visibilità a elicotteri e Canadair. Guidati dagli osservatori a terra della Forestale regionale, i velivoli effettuano gli sganci, ma sono costretti a mantenersi a quote più elevate rispetto a quelle più redditizie. Ancora attivi risultano, alle 17:30, i roghi di Bonorva e Banari, mentre tutti gli altri focolai nelle varie parti dell’isola sono ormai sotto controllo.
In azione 8 canadair – Squadre a terra – più di 1.500 uomini tra corpo forestale, vigili del fuoco, ente foreste e volontari – stanno compiendo un lavoro certosino, battendo il territorio palmo a palmo per ’soffocare’ ogni possibile tentativo di ripresa delle fiamme. In azione da stamane anche 8 canadair della Protezione civile, che danno un aiuto prezioso dall’alto sganciando ‘bombe’ d’acqua sulle zone oggetto di bonificare. “E’ una corsa contro il tempo – dicono dalla sala operativa del Corpo Forestale regionale – Ci sono ancora fiamme attive sparse a macchia di leopardo nel Sassarese, in Gallura e nel Logudoro”. Se non si bloccano ora, c’é il rischio che il fuoco riprenda vigore favorito dal maestrale che ha sì rinfrescato l’aria, ma se rinforza diventa il nemico numero uno nella battaglia antincendi.
Doloso l’incendio in Gallura – E’ stato intanto accertato che uno degli incendi più devastanti di giovedì scorso, in Sardegna, quello di Berchideddu, in Gallura, è stato appiccato con un innesco diretto sulla stradina di ingresso ad un agriturismo. Lo si apprende da fonti investigative del Corpo forestale regionale. Già nelle prossime ore ci potrebbe essere una svolta: sarebbero stati infatti raccolti “elementi indiziari determinanti a carico di alcuni soggetti” sui quali si sono concentrate le indagini. Il rapporto alla Procura di Tempio Pausania con queste prime risultanze è atteso in giornata. Secondo quanto si è appreso, gli incendiari avrebbero agito in località Villa Contu, nelle campagne di Berchiddeddu, a ridosso di un’azienda di agriturismo. La tecnica usata sarebbe stata quella dell’innesco diretto: un semplice accendino per bruciare anche un solo ciuffo di sterpaglia e provocare l’inferno. Dietro tutto questo – ormai è certo – c’é la mano dell’uomo.
Forse già in giornata si conosceranno i presunti responsabili (SPERIAMO!!!) e che vengano puniti con una pena esemplare – Gli investigatori della Forestale stanno completando gli accertamenti. Da una prima ricostruzione sembra escluso che gli incendiari – almeno in Gallura – abbiano agito disseminado la zona di inneschi a tempo: dai sopralluoghi nessun elemento sarebbe stato raccolto a supporto di questa tesi. Sembra ormai acquisita, invece, l’ipotesi dell’accensione diretta.
Sospetti anche gli altri incendi – I rangers della Forestale, intanto, hanno appurato che almeno dieci dei roghi scoppiati in questi giorni nell’isola e che hanno ridotto in fumo quindicimila ettari di boschi e macchia mediterranea, sono di origine dolosa: la magistratura ha aperto un’inchiesta per incendio doloso contro ignoti.
“Dietro i roghi tante mafie” – A lanciare l’accusa è Tonino Pischedda, sindaco di Pozzomaggiore, il paese di una delle vittime, il pastore Mario Piu, il cui funerale è cominciato alle 11 nella chiesa di San Giorgio, presente il presidente della Regione Ugo Cappellacci. Quest’ultimo ha preso parte anche al rito funebre svoltosi alle 10 a Mores per Antioco Serra, l’allevatore cardiopatico stroncato da un infarto mentre tentata di mettersi in salvo dopo aver cercato di spegnere le fiamme che avevano investito la sua vigna. “Sì c’é un po’ di mafia, quella dei mezzi di soccorso, quella dei mezzi aerei e probabilmente anche la ‘mafia dei mangimi’”, ha sostenuto, parlando con i giornalisti, prima dell’inizio della cerimonia, nella campagne alla periferia del paese, una vera landa di cenere. “Sono denunce pesanti?” gli ha fatto notare una giornalista. “Sono mie osservazioni – ha risposto – ma non sono l’unico a pensarla così, le ho sentite anche da qualcun altro. Qui oggi é tutto distrutto, ma non siamo rassegnati: Pozzomaggiore deve continuare a vivere e rinascerà, dando fiducia alle imprese, e con l’aiuto di tutti, della Regione e dell’ amministrazione locale”.
Le stime dei danni – Complessivamente secondo una prima stima dei danni la superficie percorsa dal fuoco supera i 15 mila ettari, mentre la Giunta regionale, riunita in seduta straordinaria per chiedere al Governo lo stato di calamità, ha quantificato sommariamente i primi danni in 80 milioni di euro. “Chiederemo al governo 80 milioni di euro – ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci – pari dunque alla cifra dei danni stimati. Stanzieremo tre milioni di euro grazie ad un emendamento nel collegato alla Finanziaria per coprire gli interventi di emergenza nelle aziende agropastorali investite dal fuoco. I fondi serviranno per acquistare attrezzature e foraggio per gli animali e per rendere praticabili i pascoli”. Al termine della riunione di Giunta di venerdì pomeriggio, è stato formalmente chiesto all’esecutivo nazionale di proclamare lo stato di calamità naturale per l’Isola.
I funerali delle vittime – Tutto il paese si è raccolto questa mattina nella chiesa di Santa Caterina, a Mores, per dare l’ultimo saluto ad Antioco Serra, l’allevatore di 56 anni, morto giovedì sera per un infarto mentre tentava di salvarsi dalle fiamme. “E’ stato tradito dal cuore malato”, ha osservato nell’omelia don Pietro Faedda, parroco del paese, ricordando la figura dello scomparso e sottolineando come sia morto proprio mentre compiva un gesto dettato da un sentimento profondo, quello di cercare di mettere in salvo il suo vigneto “la fatica e l’orgoglio di una vita”. Ai funerali hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, l’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, il presidente della Provincia di Olbia-Tempio Pietrina Murrighile, il sindaco di Mores, Pasquino Porcu e il comandante del corpo forestale della Regione Delfo Poddighe.


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Finalmente !

Un saluto a tutti Voi.
Finalmente oggi 25 Luglio 2009, possiamo tornare operativi come alcuni giorni fà.
Infatti il passaggio del nostro Dominio presso i Server di Aruba si è concluso con successo.
Il passaggio del nostro Forum è stato quasi indolore per molti di noi, mentre per il nostro Sito non lo è stato a causa di alcune limitazioni imposte dal programma di gestione del nostro Blog.

Purtroppo non è stato possibile ripristinare la copia che avevamo registrato del nostro sito e quindi ci vediamo costrette a ricominciare da capo.

I nostri servizi adesso si sono arricchiti di un nuovo programma dedicato alla Galleria Fotografica.
Questo programma consente a ciascun utente registrato di poter inserire le proprie foto in categorie, sotto-categorie, Album fotografici, Raccolte e così via, senza dover per forza di cose rivolgersi a servizi esterni come ImageShack, Flickr ed altri.
Anche linkare le nostre foto dalla galleria al forum o al sito diventa molto più semplice rispetto al precedente sistema.

Per ora è tutto !
Se vi fà piacere e lo desiderate, esprimete pure un vostro parere, lasciando un vostro commento a questo articolo.
Grazie !

La Sardegna brucia !

Oggi 24 Luglio 2009 la Sardegna brucia in tutte le sue province.
Sicuramente c’è la mano dell’uomo ed una organizzazione dietro a tutti questi incendi sviluppatisi in contemporanea, anche se difficile da dimostrare.
Quello che ci fà più male e dover registrare che ci sono stati dei morti anche stavolta.
Allego una foto e la frase scritta da IvanM sul forum:
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Com’è possibile che il fuoco parta in così tanti posti diversi nello stesso momento?

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